martedì 28 febbraio 2012

paradiso amaro


il regista e' alexander payne, ovvero l'autore di quella stronzata di a proposito di schmidt ed il discreto sideways. questa e' la classica rottura di maroni che fa incetta di oscar. dunque, parliamone.

george clooney nasce e vive alle hawaii ed e' il discendente di una regina autoctona ed un ricco e nobile inglese; e' ricco e straricco e fa l'avvocato, ma decide di non darlo tanto a vedere. e' sposato ed ha due bambine: una piccola e obesa, l'altra adolescente e zoccola (con un fidanzato ritardato). la moglie di clooney e' zoccola (la figlia durante il film dira' d'essere uguale alla madre, e clooney le dara' ragione, dunque a voi: mettetevi in fila, prendete il numeretto) ed il karma la punisce: in coma, ad una certa le staccano la spina. nel mentre, l'amante della moglie dovrebbe ricevere il 4% di commissioni su acri e acri in procinto di costruzione ed il benestare a tutto cio' deve passare per clooney: una volta che sa che quello e' l'amante, casualmente cambia idea (rinunciando a mezzo miliardo di dollari. si', ho scritto bene: rinunciando a mezzo miliardo di dollari). durante lo strazio mandano delle musiche di merda tipo cocorosie ed indugiano sui bronci dei protagonisti (talmente imbronciati che la ragazzina obesa smette di strillare come una mongoloide e l'adolescente zoccola smette di fare la "ribelle"), ma naturalmente alla fine ridono tutti e mangiano il gelato insieme. think positive, viva la vita, che belli gli oscar e l'ottundimento cerebrale.


paradiso amaro

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