lunedì 10 ottobre 2011

quarantena 2: terminal


quarantena e' il remake di rec, ma quarantena 2 non e' il remake di rec 2: prosegue per conto suo il cammino del primo. avessero calcato pedissequamente le orme del secondo rec, forse non sarebbe uscita una stronzata inguardabile, ma dato che hanno intrapreso questo "nuovo" sentiero per i fatti loro posso dire che forse (forse) avrebbero fatto meglio a smettere di camminare. i film moderni sui morti viventi sono letteralmente inguardabili.



quarantena 2 terminal

domenica 9 ottobre 2011

beyond


lisbeth salander, la protagonista di uomini che odiano le donne, la ragazza che giocava con il fuoco e la regina dei castelli di carta, usa come nome d'arte noomi rapace da quando ha sposato ola rapace, uno svedesone imbecille ed aspirante james dean de noantri: si fa fotografare da "drogato" dai paparazzi, sfascia cose a caso (specie se inquadrato), si fa arrestare per incidenti stradali provocati da ubriaco (e non tarda nell'avvertire la stampa). anch'esso col nome d'arte "rapace" perche' questo nome in italiano* vuol dire qualcosa di fucking cool (...). in questo film una delle loro figliolette non e' una ragazzina scelta a caso: e' la loro figlia vera.
voi direte: perche' ci parla di tutte queste note biografiche anziche' parlarci del film??? be', non riuscite proprio ad immaginarlo? cosa siete, gasparri?? eddai!!
anyway lisbeth salander per tuutto il tempo odia la mamma, nonostante sia un punto di morte, ma alla fine piange e si libera del dolore. una merda da sbadigli, insomma.
qualcosa di divertente comunque c'e': nei continui e furbeschi flashback (devono pur mitigare la spropositata noia del "film", no??) si vede noomi bambina alle prese con i genitori finlandesi approdati in svezia per lavoro, solo che siccome sono due ubriaconi ignorantissimi e violenti, stanno tutto il tempo a gridare: SATANA!!! VITTU! VITTU VITTU!! PERKELEEEEE!!!
ho sorriso. qualcuno sa perche'.


* = quindi adesso sapete che TUTTA la pletora che diceva (noomi rapace) "numi reipis" e' un ammasso di merda fumante: coglioni, informarsi un momento no, eh? lo sceglie come nome d'arte: in svedese non vuol dire nulla, in inglese ancor meno, in italiano RAPACE esiste... e voi lo pronunciate all'inglese? complimentoni!!!
mi sembrate come uba uba, che anni fa si faceva riprendere dalle telecamere norvegesi, per farsi ridere dietro persino dal popolo piu' ridicolo, vergognoso ed insulso d'europa, mentre pronunciava satyricon cosi': SUTURUCUN, alla "norvegese". mi viene da ridere. Io Rido. I-Smile.


beyond

sabato 8 ottobre 2011

i due presidenti - the special relationship


richard loncraine e' un incapace che passa tranquillamente di palo in frasca: dirige un thrilleraccio inguardabile, poi passa a riccardo III, subito dopo si da' al tennis con wimbledon, poi se riesce a lavorare torna in tv con quello che passa il convento, poi lo raccattano per una regia a basso costo in quella stronzatina di firewall con harrison ford ed infine questo qui, che e' una delle sue ultime 'creazioni', originariamente nato per la tv anglo-americana ed in seguito uscito al cinema qui da noi ed altrove. la "relazione speciale" e' quella tra tony blair e bill clinton, dunque il film per lo piu' annoia e non scava a fondo come dovrebbe sulla scabrosa vita (politica e/o non) di questi due pagliacci. in qualche frangente fa ridere dato che mettono in scena blair che attacca in faccia il telefono a jaques chirac per parlare, tutto scodinzolante, col suo padrone clinton, ma, appunto, siamo dinanzi le scorreggine da parte di figli di buona donna che hanno paura di raccontare le cose come si conviene, perche' devono pagare le bollette e/o manca proprio alla base la spina dorsale. credo che per raccontare la "verita' storica" (perche' questo prodotto ha velleita' in questo senso) tu devi essere innanzitutto indipendente, non devi aver bisogno dei soldi (elemosina) di chi ti governa; nessun potente, nessun politico, dovrebbe poter mettere bocca sul tuo operato, quindi a quel punto, completamente libero da legacci di sorta, potresti andare a bastonare come si deve chi se lo merita, andando a "scavare", andando dritto al nocciolo, cosi' almeno si raccontano le cose come stanno e non le scoreggine da fiction tv. questo prodotto infatti e' innocuo, e' insulso, e ricorda ancora una volta quanto sia ridicola la fiction all'estero (molto spesso alcuni ignoranti in italia tendono a parlar male della fiction nostrana, ignorando sia quella italiana sia quella estera). poveracci come loncraine o frears "dimenticano" sempre che i politici sono i nostri rappresentanti, dunque sono sempre loro a dover fare quel che vogliamo noi, mai il contrario. al posto loro, andrei al mercato a vendere i broccoli, almeno potrei camminare a testa alta sapendo che nessuno si puo' permettere di sputarmi in faccia (cosa che farei se li incontrassi).

i due presidenti DVD-RIP

venerdì 7 ottobre 2011

it's a trap!


non che io perda troppo tempo dietro queste cosine (per dire, ho visto per caso blue harvest, ed anche questo, ma non il secondo), ma in qualche momento fa sorridere. certo, non quando segue la storia di guerre stellari, dato che quella saga fa ribrezzo, ne' quando fa ironia su alcune scene particolari: mi piace quando partono per la tangente per parlare d'altro, mi piace quando emerge la personalita' dei personaggi "griffin" e non di robottini e animaletti vari, proprio perche' guerre stellari fa schifo, ma soprattutto, ormai, nel terzo millennio non fa piu' ridere scherzarci sopra (balle spaziali non lo abbiamo dimenticato).

giovedì 6 ottobre 2011

the ward


andare a vedere un film di john carpenter al cinema e' commuovente a prescindere dal risultato. il "film" non c'e', e' quanto di piu' prevedibile possa esistere e se un regista senza nome all'esordio partorisse questa roba non verrebbe considerato da nessuno(*), se non per questa dote: pur se l'argomento e' trito e ritrito, riesce a mantenere alta la tensione ed a risultare credibile. per il resto, siccome e' una stronzatina innocua il tutto scivola via tranquillamente. carpenter (al suo posto avrei saggiamente interrotto la carriera piu' di qualche anno fa) gira film da 40 anni e naturalmente il meglio lo ha dato nei primi 20, tuttavia ci sono dei film girati nei secondi 20 anni che vien voglia di riguardare spesso (il seme della follia, fuga da los angeles, vampires), mentre questo qui non verra' guardato mai piu' da nessuno perche', nonostante "scivoli via" (asd, ma e' una coca cola ghiacciata? non dovrebb'essere un film?), non vale un cazzo.

questa e' la verita' su questo film. verita' che difficilmente troverete scritta tout court se perdete tempo a leggere i nerd che non crescono mai ed ancora perdono il tempo a sbrodolarsi per registi morti e sepolti, ma tranquilli: non dovete ringraziarmi.

* = session 9 e' bello, ma chi e' che considera brad anderson? non lo conosce neanche sua madre. ah, quel bel film non era il suo esordio, ma piu' o meno era il primo film a godere di una distribuzione degna di questo nome. dunque, dicevo: filone abusato, nulla di originale, pero' rimescolando il brodo ha creato qualcosa davvero degno di nota. eppure? eppure passa il tempo, passano gli anni, sono quasi 20 che lavora come regista ma non viene considerato da nessuno, proprio perche' ormai non basta piu' saper tenere alta la tensione; per sfondare ci vuole qualcosa che sia un pelino diverso, "strano", che faccia parlare. non so, penso a blair witch quando usci', oppure a saw, dato che entrambi han dato il via a mode, ma ci son tantissimi esempi in tal senso.

mercoledì 5 ottobre 2011

the constant gardener


costato 25 milioni di dollari, ne ha incassati piu' di 80: la cosa fa piacere. e' un prodotto contro le case farmaceutiche che speculano sul popolo, quindi se siete delle zecche questo e' il film che fa per voi: presumo vi fara' lacrimanre, presumo vi venderete la storia/il libro/il film la sera per sembrare intelligenti e con gli occhi aperti sui complotti del mondo quando parlate di politica e fate discorsi seri con la gente. a me al cinema interessa il cinema (maddai?), perche' altrimenti se mi devi dare informazioni "contro", se devi parlare delle case farmaceutiche tout court, be', magari un documentario o degli articoli di giornale sono tanticchia piu' esaustivi. un film, innanzitutto, dev'essere cinematografico, deve avere una storia raccontata in modo decente/credibile, che' altrimenti il mondo e' pieno di tonfi nell'acqua (film serissimi ed importantissimi nelle premesse, ma estremamente pallosi perche' dimenticano, appunto, di essere film nati per intrattenere e non documentari e/o articoli di giornale), e questo lo e'.
anche se a me delle case farmaceutiche quotate in borsa che, pappa-e-ciccia con le banche ed i politici, si mettono a testare medicinali sui negri poveri dell'africa non importa un fico secco (tornatevene in russia, stronzi): la parte piu' interessante del film e' la storia d'amore.

the constant gardener DVD-RIP

martedì 4 ottobre 2011

blood story


e' il remake di un film "horror" (stile piccoli brividi) svede di qualche anno fa chiamato lasciami entrare. il remake di the grudge lo capisco (quello e' un filmone), mentre quello di quella stronzata per bambini lo comprendo meno dato che e' imbarazzante. chissa' come mai, forse per il solito hype e seguente battage mediatico con gli addetti ai lavori che si lasciano trasportare insensatamente, mah.
a me verrebbe voglia di ricordare ai cialtroni pseudo-addetti che incensano stronzate come questa che negli anni '80 (il miglior decennio per l'horror seriale) i ragazzini avevano cose come creepshow, lo zio tibia, etc, altro che 'sta roba. ma naturalmente a tutti loro oltre a ricordare queste cose mi verrebbe voglia anche di mandarli a fanculo.

blood story non ve lo consiglio mica

lunedì 3 ottobre 2011

la pelle che abito


chi conosce bene pedro sa che da un bel po' di tempo ormai non ha nulla da dire, dunque giustamente cerca di divertirsi con la passione piu' bella del mondo continuando a raccontare le stesse storie (sotto un'ottica del tutto diversa), oppure variando un po' il brodo, come in questo caso. fondamentalmente, da
straricco imbolsito e annoiato qual e', pedro almodovar non ha un cazzo da fare: lui non e' come voi, che state sulla spiaggia a leggere i libretti di grisham e patricia cornwell solo per 7 giorni all'anno mentre permettete ai vostri piccoli nei di ingrandirsi ed in futuro evolversi in futuri tumori al pancreas o chissa' dove, no: lui e' a non fare un cazzo su un lettino per tutto l'anno, dunque dopo un'abbuffata di libretti di patricia s'e' dato al medical-thriller; la qual cosa di per se' fara' ridere piu' di qualcuno anche senza aver visto il film, me ne rendo conto.
vado dritto al nocciolo (io CONOSCO HARDCORE): ricordate il senso di sgradevolezza e insensatezza trasmessi durante la visione de la mala educacion? qui piu' o meno siamo da quelle parti, solo che siamo nel terreno dello pseudo-thriller. 'pseudo' perche' in realta' il thrilling non esiste per nulla: pedro ha avuto bisogno dei piani temporali, andando spesso avanti e indietro nel tempo con piu' di qualche flashback per giustificare una storia che difficilmente stava in piedi da sola e che soprattutto latita completamente di thriller (con i flashback lui per lo meno riesce a mantenere in piedi una sorta di accrocco, diciamo cosi').
sia chiaro, pedro non sa piu' cosa fare, ma anche se cambia genere (non e' una battuta sottile, eh!) rimane comunque se' stesso: quel che oggi alla visione ci sembra cosi' diverso, cosi' sgradevole e malsano, e' niente di diverso da quello che c'ha fatto vedere 30 o 20 anni fa, solo che allora lui era GIOVANE, pieno di VITA, con una VERVE pazzesca, dunque sconfinava sempre nel grottesco e, porca miseria, ci faceva morire dal ridere, ci divertiva un casino. soprattutto, uno dei meriti piu' grandi che gli si riconosceva era questo: pur se apparentemente le sue storie erano ai "confini" (come le persone emarginate, che in quanto tali non sono al centro di nulla, neanche -e soprattutto- di loro stesse), pur se apparentemente i personaggi erano cosi' strampalati e molto poco plausibili/credibili, tu alla fine finivi per "crederci", tu alla fine del film non pensavi piu' a dei 'personaggi', bensi' a delle 'persone'; persone che ti sembravano vere, persone che ti sembrava vivessero, non avevi la sensazione di stare a sentire qualcuno che mandava a memoria un copione, qualcuno che 'leggeva' le battute. oggi, siccome pedro non e' piu' ne' giovane ne' pieno di vita ne' tantomeno con verve, quelle stesse "storie ai confini" che continua a mostrarci sembrano troppo poco credibili, artefatte, verbose, parecchio forzate e soprattutto sgradevoli.
non sono una talebana: non e' che il 'nuovo' almodovar (quello "arrivato") non mi piace per niente, non e' che mi fa schifo a priori e preferisco (solo) quello delle ragazze del mucchio, perche' se mi facesse ribrezzo a priori non lo guarderei e ci metterei una pietra sopra; mi sembra radicalmente agli sgoccioli, senza piu' alcun briciolo di talento (che e' fuggevole come la giovinezza, non ci si puo' far nulla), ma cio' nonostante grazie al mestiere di un grande artigiano (questo e': un grandissimo artigiano, non altro) riesce comunque a reggersi in piedi -ogni tanto- creando cose pregevoli anche ultimamente (eventualmente clicca la sua etichetta per maggiori approfondimenti).

poscritto step e spinning:
pedro mio, sei un bel porcellino eh? che ne dici di smetterla di mangiare come un maiale e perdere almeno 15 chili, eh?

la pelle che abito

domenica 2 ottobre 2011

contagion


tempo fa esultavo nell'apprendere la notizia del ritiro a vita privata da parte di steven soderbergh: purtroppo diceva che voleva smettere, ma girava contagion. forse la sua psiche ha bisogno di prendere le distanze da quello che sta facendo, chissa'; e' come quando sei al bagno, ti concentri, ti sforzi tanto, poi quando vedi il tuo risultato non vedi l'ora di spingerlo il piu' lontano possibile, pensi: "basta! vai via!" e tiri lo sciacquone. forse accade lo stesso per steven, chissa'. infatti, pare che steven a matt damon durante le riprese di contagion abbia detto questo: "sta andando in pensione. ne parla da anni, ma dice che ora il momento si avvicina. vuole dipingere. e dice di essere abbastanza giovane da poter avere un'altra carriera.". capito?? il pupetto bello vuole dipingere. va be', io non faccio neanche battute, facciamo che non commento nemmeno. ma, purtroppo, accade di nuovo: steven, siccome si sta stancando del cinema, ha pensato bene di girare haywire, un innovativo film d'azione in cui una gnappa alta 1 metro e 1 tappo prende a calci rotanti tutti quanti, saccagnando tutti di botte, ma sempre a mani nude (...). non c'e' che dire, ottima scelta davvero. ah, per altro il cast pare fenomenale, davvero pieno zeppo di attoroni: gina carano (e il circo medrano?), michael fassbender (300, hunger, fish tank, bastardi senza gloria, centurion, jonah hex, x-men l'inizio ed a dangerous method, il ritorno di davide c. al cinema), ewan mcgregor (andiamo bene), bill paxton, channing tatum (ti va di ballare?), michael douglas ed antonio banderas (un panciuto tenente garcia per sollazzarci ce l'hai?). e poi 'sto mongolo dice che si sta stancando del cinema.
questo, invece, e' innocuo ed "inutile", scivola via come l'acqua e non valorizza alcun attore, pero' ti manda in paranoia ed all'uscita dalla sala guardi male tutti quanti; se poi qualcuno s'azzarda anche solo ad avvicinarsi inizi a gridare. allora si vede che tutto sommato steven e' stato bravo.

poscritto entomologo:
qualcuno dica a morpheus che ha rotto un filino le ovaie nel parlare di insetti e batteri: era meglio grissom.

poscritto fonetico:
se la prendo, dico: se la prendo la persona che ha scelto di far parlare in quel modo la cotillard... se la prendo...

sabato 1 ottobre 2011

vizi di famiglia



riesuma il laureato (!!!), quindi non potevamo non vederlo. saremo grati per sempre a bob reiner (il film sugli spinal tap, stand by me, la storia fantastica, harry ti presento sally, misery non deve morire, codice d'onore), ma dovrebbe interrompere al piu' presto la sua carriera e darsi al giardinaggio a tempo pieno.
riassunto: il laureato e' tratto da una storia vera: kevin costner era dustin e miss robinson qui e' shirley maclaine. kevin doveva avere una fissa per quella famiglia, perche' oltre a "miss robinson" e sua figlia, arriva anche alla terza generazione: jennifer aniston. ho sempre pensato che kevin fosse un instancabile toro. e niente, paragoni astrusi non e' che servano poi a tanto, basta questo: qui non c'e' sceneggiatura, non ci sono dialoghi, non c'e' niente di nulla, soltanto molto molto molto zucchero e ^^. fanculo.


brutti vizi di famiglia

venerdì 30 settembre 2011

il debito


da un "regista" come john madden (shakespeare in love, il "mandolino' del capitano corelli, proof la prova) di certo non e' lecito aspettarsi nulla, ma questo film (remake di un aborto sionista del 2007) sul debito scolastico se lo poteva risparmiare. com'e' possibile prendere un debito in religione? solo lui ci riesce. per altro le religioni organizzate ed i relativi fedeli sono il piu' insulso coacervo di imbecilli: bisognerebbe estinguerli tutti, a meno che non smettano con la loro insopportabile opera di proselitismo, non trovate?
al cinema non c'e' materia piu' stupida e sfrangia ovaie della faccina triste degli ebrei, infatti anche questo "film" (la storia non esiste, di sceneggiatura neanche a parlarne, il filo logico, etc) non fa eccezione. tuttavia, 'dal letame nascono i fiori' trova riscontro tra questa melma: sam worthington (terminator: salvation, avatar, scontro tra titani). lo ritenevo un insulso canide come mille altri (naturalmente non per la banalita': attore d'azione = canide, perche' il mondo del cinema e' pieno di gerard butler e vin diesel; o di bellissime e bravissime pronte a smentire certi luoghi comuni puerili), invece qui e' egregio. la parte del film relativa alla caccia a mengele e' scialba, letteralmente da sbadigli (tranne per la migliore e nondimeno condivisibile frase di tutto il film, pronunciata dal medico nazista: "sai perche' bastavano 4 soldati per tenere d'occhio 1000 di voi? perche' siete i piu' vili e paurosi abitanti della terra. non volete correre il rischio di salvare i vostri figli, preferite avete paura e rimanere vivi, preferite sopravvivere voi, pensando a voi stessi e basta. vili vermi del genere non meritano di stare al mondo"), ma la parte romantica e' caruccia, tanto che a questo punto mi e' venuta voglia di vedere last night, commedia romantica diretta dalla regista iraniana di the jacket.


il debito a scuola

giovedì 29 settembre 2011

l'alba del pianeta delle scimmie


andate tranquillamente a vederlo e -mi raccomando- rimanete sino al termine dei titoli di coda. (e' piu' coinvolgente di uno qualsiasi di quelli storici).




l'alba del pianeta delle scimmie