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venerdì 31 maggio 2013

skyfall


javier bardem nel ruolo di villain psicopatico con la morte nel cuore è qualcosa, ed a suo modo è anche divertente. è migliore di casino royale per due ragioni: lo spottone accorato verso londra bendispone e, soprattutto, l'andare a scavare nell'infanzia di james bond e sulla sua famiglia. laddove casino royale apriva il cerchio, questo lo chiude, ed anche solo per questa ragione si fa apprezzare di più. il migliore degli 007 con daniel craig è quantum of solace, che difficilmente verrà superato in futuro.

mercoledì 17 febbraio 2010

l'amore ai tempi del colera

provi ad accostarti ai soliti famosissimi di gabriel garcia marquez e inizi a sbadigliare, poi passano gli anni e pensi: questo ha sbagliato mestiere, e' triste e annoiato, vive di ricordi. ma alle persone normali cosa cazzo frega di leggere dei ricordi di un altro o delle storielle ehheheh? quando torni a casa ti sbrachi sul divano, ti togli le scarpe perche' ti dolgono i piedi e non vedi l'ora di trovare espedienti per evitare di pensare alle bollette, ai problemi ed ai mille stronzi che durante il giorno hanno cercato di incasinarti il piu' possibile, per cui sei incline alle risate, alla gente normale che vive la VITA VERA e non alle favolette. sei sulla lunghezza d'onda di clint eastwood, perche' lo guardi e gridi: "TI VORREI COME PADRE! e poi si', grazie del gelato!", o quella di ugo piazza, o del gobbo marazzi (e quando lo senti parlare pensi "ha ragione lui"), percio' non sai che fartene di immondizia del genere (tipo marquez). il film e' tratto dall'omonimo libro di merda ed e' presto riassunto: florentino e fermina si amano al primo sguardo, ma lei si offre in moglie ad un facoltoso dottore perche' 'matrimonio' mica fa rima con 'amore': fa rima con 'facoltoso'. pero' poi pensano l'uno all'altra: lei annoiata e abbrutita, lui a scopare migliaia di donne, sempre scendendo nei particolari. passano gli anni (passi vento soffi
i cd sono tutti uguali) a ricordare con nostalgia e rimpianto le loro scopate (loro scendono sempre nei particolari, ci tengono a farlo sapere) e le occasioni perse, il tutto raccontato sempre con la tipica flemma dei sudamericani peones, perche' tanto non hanno mai un cazzo da fare e non succede mai un cazzo di niente. dunque sbadigliano e ricordano perche' hanno tanto tempo da buttare pensando al passato. fine. no ma complimenti per il libro. bell'autore davvero.


l'amore ai tempi del colera

giovedì 14 gennaio 2010

mangia, prega, ama

la mongoloide in foto qui sotto, elizabeth gilbert, ha scritto l'ennesima cazzata, "Eat, Pray, Love: One Woman’s Search for Everything Across Italy, India and Indonesia", che parla di questo: la storia di elizabeth, uscita da poco da un burrascoso divorzio, intenta a ricercare se' stessa in giro per il mondo (deve fare una brutta vita. e' povera. avra' grossi problemi oh). e' venuta in italia per la buona cucina; per ritrovare la sua dimensione spirituale e' andata in india (deve ritrovare se' stessa). poi e' andata a bali ed a quel punto che cosa manca nella fiera dei luoghi comuni? LAMORE. capito? LAMORE! e' un peccato che abbiano coinvolto julia roberts in questa mega stronzata zuccherosa del cazzo. uscira' ad ottobre 2010 (ed e' sempre troppo vicino). la cosa proprio stronza e' che il cast non e' affatto male ed in stronzate come questa non viene sfruttato per niente: la divina julia, james franco, billy codrup e bardem. per l'italia e' presente luca argentero (lo sapete, no, scelgono sempre 1 attore mongolo per ogni nazione, cosi' si sbologna da solo tutta la promozione e intervistine del caso, mentre julia si dedica solo ai masstodonti dei media).


mercoledì 12 novembre 2008

lonely planet barcelona


Barcellona ha saputo trasformarsi da indolente porto di mare a una delle città più dinamiche e modaiole del mondo. L'estate è un periodo di grandi divertimenti, caratterizzato da feste che durano anche una settimana. Ma la città è viva tutto l'anno - sa sempre offrire il massimo in fatto di architettura, cibo, moda, stile, musica e divertimento.
Gli edifici, molti dei quali opera del genio eccentrico di Gaudí, vi rapiranno. Il panorama artistico, con notevoli raccolte di opere di Picasso e Mirò, non potrà che colpirvi e restarvi impresso. Le persone, poi, con la loro esuberanza, la loro duende, il loro spiccato senso dell'uguaglianza, vi affascineranno.


Quando andare

La combinazione di visitatori che si recano a Barcellona per turismo e per affari fa sì che gli alberghi siano occupati per la maggior parte dell'anno. La primavera e l'inizio dell'estate sono il periodo migliore per visitare la città. Il clima è solitamente piacevole, il numero dei turisti ragionevole e la città splendida. Nel pieno dell'estate (da metà luglio a fine agosto), invece, il caldo è asfissiante - molti residenti lasciano la città e la lasciano ai guiris (stranieri). Settembre non è male; la città ritrova il suo ritmo consueto, il caldo molla e il numero dei visitatori cala, anche se il tempo può essere incerto. Per trovare davvero la pioggia, venite in ottobre. L'inverno non è particolarmente rigido, ma verificate che la vostra stanza abbia il riscaldamento.


Curiosità

Il capolavoro di Gaudí
Una chiesa progettata dal celebre architetto Gaudì è ancora in attesa di essere terminata: parliamo dell'alta, bizzarra, neogotica Sagrada Familia. La costruzione iniziò nel 1882, continua lentamente, e dovrebbe essere ultimata nel 2020.

giovedì 10 luglio 2008

mar adentro


superfluo apporre ulteriori commenti su mare dentro, al solito.

mercoledì 30 aprile 2008

non è un paese per quel taglio di capelli

por el puerco del sangre de la puta madre, cazzo di capelli ha bardem in questo film? è andato sotto per giorni con quella merda di musica dei beatles? questo non è un paese per quel taglio di capelli, decisamente.
taglio di capelli a parte, questo film è bellissimo. a mio sommo parere non vale un'unghia del mignolo del piede sinistro dei primi film dei coen (come mai è sparita la h dal loro cognome? si comportano come gli ebrei che qualche anno fa cambiavano il cognome da weissmann a mann? -vedasi l'ebreo thomas mann, no, non parlo del mann a cui state pensando, parlo dell'altro), ma si fa apprezzare non poco. forse s'intravede qualche lungaggine e in alcuni momenti se n'approfittano, ma nel complesso è un bel vedere. violento al punto giusto, discreta rappresentazione del libro (il personaggio di tommy lee jones aveva più spazio), bel finale.

ah. qualcuno dica ai cohen, però, che questo film s'è appropriato indebitamente di qualche statuetta destinata a "there will be blood", in italia "il petroliere" (i primi 20 minuti di completo silenzio sono da 25 statuette d'oro tempestate di pietre preziose e diamanti) di uno dei 3 fratelli anderson (non è vero ma mi piace dirlo).