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lunedì 17 maggio 2010

la prima linea

l'italia e' un paese da terzo mondo e gli italiani sono il popolo piu' mediocre d'europa (anche) a livello d'onesta' intellettuale. la critica s'e' mostrata ipocrita (come spesso accade) e non potendo dire chiaramente che si era "contro" il film per partito preso (il film e' tratto dal libro di sergio segio, uno dei principali assassini terroristi di prima linea) si e' specificato che e' mediocre per svariate questioni tecniche, registiche, recitative, eccetera. e il pubblico? in internet tutti si son sbizzarriti dando sfogo ai pruriti piu' biechi: gli attori sono mediocri, la storia e' vergognosa, sergio segio assassino di merda, non e' giusto fare un film sul punto di vista di un terrorista (AHAHAHAHA!) e via cianciando. eppure cose come questa ci son sempre state e sempre ci saranno (non e' affatto vero che non si puo' vedere un film sui terroristi dal loro punto di vista ne' tantomento e' vero che non vengon girati -chi afferma certe cose infatti a volte e' ignorante, molto spesso e' semplicemente disonesto intellettualmente ed ha idiosincrasie sue personali nei confronti di questo/quello: get a life and fuck); a tal proposito mi vengono in mente: la seconda volta (di calopresti, con la sorella di carla bruni e nanni moretti) mette alla berlina i terroristi di sinistra in italia; la banda baader-meinhof e' la biografia degli omonimi terroristi tedeschi ed il tutto e' inscenato "alla hollywood": e' spettacolare, fico, divertente e si crea empatia col pubblico (vieni spinto a tifare per i terroristi). invece, in questo film questo non accade per niente: la prima linea e' analitico e si specifica chiaramente (ad inizio e fine film) che "il terrorismo e' sbagliato", infatti il film e' didascalico e non hollywoodiano. poi, ancora, mi vengono in mente: arrivederci amore ciao: un capolavoro riconosciuto da tutti (anche da quei poveretti che parlano male di questo film per partito preso); infine ci sono i due nemico pubblico francesi sul terrorista "robin hood" mesrine: istinto di morte e l'ora della fuga.
invece su questo film si dice tutto il male possibile perche' viene visto dall'ottica dei terroristi e, secondo un po' tutti, a livello etico (AHAHAHAH!) non e' giusto fare questo perche' e' come fare un film sulla jihad dal punto di vista dei bombaroli conturbanti (ripeto: get a fucking life and try to FUCK!). per me queste sono stronzate. dire che non e' giusto un film del genere perche' si specula sul sangue delle vittime del terrorismo (yaaaawn) e' una stronzata bell'e buona: in tutta europa e in tutto il mondo si fanno film del genere visti dal punto di vista dei terroristi (ma c'erano anche negli anni '60 e '70, ovviamente. esistono da quando esiste la guerra civile) e vengono inscenate sia opere di fiction sia fatti tratti da storie vere, fatti di cronaca e/o libri scritti dagli stessi terroristi. queste capre e ragazzini finti moralisti ( = handicappati) ciarlano dicendo che "solo noi potevamo fare film del genere..." perche' si "calpesta la memoria" (yaaawn?) e quant'altro, ma cio' come vi ho dimostrato non solo non e' vero, ma di piu': in francia come in germania come in giappone gli ex-terroristi ed assassini conducono programmi radiofonici e televisivi (qui no), scrivono libri (anche qui) e partecipano a qualsiasi dibattito mediatico (qui non possono farlo) dicendo la loro. indisturbati. liberi. sempre. ed e' cosi' che deve essere, se hanno scontato una pena e pagato per quel che hanno fatto.

ed ora i difetti: purtroppo e' fatto nel nostro terzo mondo, voi italioti siete un po' mediocri e poveretti (potrei fare anche esempi di gente intelligente che piu' o meno conosciamo, ma sono una persona educata e guardo e passo), dunque per cercare di tamponare il rozzo e chiassoso volgo il buon de maria (regista) ha dovuto mettere ad inizio e fine film un bel disclaimer grosso cosi' ed ha reso il film troppo didascalico. a quanto pare cio' non e' bastato a placare l'ira degli italioti stolti e imbecilli. mi viene in mente niente di personale, annozero e paccottiglia simile dove il terrorismo e' bistrattato. solo quello nostrano, naturalmente, perche' i film su quello estero van bene e gridiamo quotidianamente al capolavoro (anche a ragion veduta, non e' quello il punto).

la prima linea DVD-RIP

lunedì 26 aprile 2010

basilicata coast to coast

questo capolavoro del cinema italiano nasce da lontano. rocco papaleo (idea, soggetto, sceneggiatura, musica, regia e interpretazione) con un gruppo di amici, il "quartetto jazz" (sono in 7), gira il sud italia suonando, recitando e cantando riguardo il sud, le donne, la basilicata, il sesso, l'amicizia, eccetera. questo per tutto l'intero 2009. la cosa prende piede, ha successo e diventa un film. questo e' rocco papaleo sul progetto (quand'era ancora solo musicale):"Si fa fatica a collocare il proprio spettacolo in un genere, perché ne si conoscono e intravedono le sfumature e si finisce per considerarlo, a torto o a ragione, fuori dai canoni. Però bisogna! E allora diciamo che questo “ Basilicata coast to coast “ è un esperimento di teatro canzone, e racconta di questo viaggio da una costa all’altra della Basilicata. A piedi. Con quel tempo dilatato che permette di incontrare e assaporare ricordi e riflessioni. È uno spettacolo che cerca di divertire, dicono che ci riesce, ma non solo. Sarebbe bello potesse essere accolto come una lunga poesiola che attraversa tutti i climi. In definitiva racconti e canzoni che vanno bene per ridere, ma che se li rigiri un po’ vanno bene anche per piangere."
il film e' quel che dice e molto di piu'. dopo aver letto papaleo e saputo che il progetto del concerto/spettacolo nasce da lontano so per quale motivo il film e' perfetto. nel film ci sono moltissime gag integrate perfettamente tra loro ed i ritmi sono talmente scorrevoli da sembrare "musicali": questo avviene perche' a forza di fare spettacoli teatrali/concerti riproponendo queste cose il prodotto migliora, vengono scremati gli intoppi e le cose minori, vengono sottolineati, messi in vista e venduti meglio i pregi. insomma: col tempo passato a girare per teatri e locali si affina il mestiere. e infatti in quest'ottimo film di mestiere ce n'e' a pacchi. ah e poi c'e' lei:
nella migliore interpretazione della sua carriera (e grazie al cazzo: non strilla come al solito!). anche gli altri attori comunque non hanno mai lasciato a desiderare, anzi si lasciano apprezzare. uno su tutti: paolo briguglia, attore di talento che ho apprezzato in moltissimi film (i cento passi 10, el alamein 7, paz! 9, buongiorno notte 10, ma quando arrivano le ragazze? 7, la terra 6, non pensarci 5, l'abbuffata 4, la siciliana ribelle 6, baaria 2, tris di donne e abiti nuziali 7, la cosa giusta 5) e che probabilmente sara' il gassman dei prossimi 50 anni (purtroppo non sempre come fama, dato che ha poca visibilita', ma per mole di film e impegno senz'altro). il film e' al cinema, dunque andate a vederlo.

mercoledì 17 febbraio 2010

l'amore ai tempi del colera

provi ad accostarti ai soliti famosissimi di gabriel garcia marquez e inizi a sbadigliare, poi passano gli anni e pensi: questo ha sbagliato mestiere, e' triste e annoiato, vive di ricordi. ma alle persone normali cosa cazzo frega di leggere dei ricordi di un altro o delle storielle ehheheh? quando torni a casa ti sbrachi sul divano, ti togli le scarpe perche' ti dolgono i piedi e non vedi l'ora di trovare espedienti per evitare di pensare alle bollette, ai problemi ed ai mille stronzi che durante il giorno hanno cercato di incasinarti il piu' possibile, per cui sei incline alle risate, alla gente normale che vive la VITA VERA e non alle favolette. sei sulla lunghezza d'onda di clint eastwood, perche' lo guardi e gridi: "TI VORREI COME PADRE! e poi si', grazie del gelato!", o quella di ugo piazza, o del gobbo marazzi (e quando lo senti parlare pensi "ha ragione lui"), percio' non sai che fartene di immondizia del genere (tipo marquez). il film e' tratto dall'omonimo libro di merda ed e' presto riassunto: florentino e fermina si amano al primo sguardo, ma lei si offre in moglie ad un facoltoso dottore perche' 'matrimonio' mica fa rima con 'amore': fa rima con 'facoltoso'. pero' poi pensano l'uno all'altra: lei annoiata e abbrutita, lui a scopare migliaia di donne, sempre scendendo nei particolari. passano gli anni (passi vento soffi
i cd sono tutti uguali) a ricordare con nostalgia e rimpianto le loro scopate (loro scendono sempre nei particolari, ci tengono a farlo sapere) e le occasioni perse, il tutto raccontato sempre con la tipica flemma dei sudamericani peones, perche' tanto non hanno mai un cazzo da fare e non succede mai un cazzo di niente. dunque sbadigliano e ricordano perche' hanno tanto tempo da buttare pensando al passato. fine. no ma complimenti per il libro. bell'autore davvero.


l'amore ai tempi del colera

domenica 10 gennaio 2010

notturno bus

ho controllato ed circa 200 bozze di film gia' visti, quindi ogni tanto arriva la scarica di post modello post-natale e pre-befana.


mezzo cast di boris + noir alla lansdale + giovanna mezzogiorno nella migliore prova della carriera = film bello. dispiace che non sia una grossa produzione tipo i cinepanettoni verdone/bellucci/scamorza, perche' con piu' soldi, piu' professionalita' e piu' attori di peso nei ruoli minori sarebbe uscito fuori uno di quei capolavori alla una vita al massimo, ma comunque e' un film molto bello. citran e fantastichini sono bravissimi, pannofino e' imbarazzante: gli fai fare pinocchio, boris o questo film e lui e' identico, in pratica e' come veder recitare un idraulico con una voce da cinema.
notturno bus

venerdì 27 novembre 2009

la bestia nel cuore


trama: giovanna e luigi sono due fratelli che si voglion bene; lei e' attrice e vive col suo uomo, lui insegna e vive in america con la sua famiglia. un giorno lei ha un incubo e le ritornano in mente i traumi subiti nell'infanzia in famiglia, traumi che fecero scappare in america il fratello, per disperazione. alla regia c'e' un'ispiratissima comencini, la protagonista e' giovanna mezzogiorno -in una prova accorata come non mai- insieme all'ormai grandissimo lo cascio.

va be', dai, non dico niente. non serve. ci pensano loro.

giovedì 27 novembre 2008

lezioni di volo

gli anni passano e l'asprezza di francesca rimane il marchio di fabbrica che la contraddistingue: i difetti non andranno mai via, lei e' fatta cosi'. questo l'ho riscoperto tardi perche' quando usci' abbracciavo koala; dal trailer potrebbe sembrare una stronzata pazzesca da parte di chi non ha nulla da dire, ma sotto la scorza croccante del medici senza frontiere + governi di destra taglia fondi = c'e' del caloroso e morbido. gli "attori" fanno cacare e non sono azzecati come in passato, ma vuoi per gli anni, vuoi perche' se il ferro e' freddo e' inutile batterlo, alcune zeccaggini sono state accantonate in favore di una centralita' dell'amore rispetto al sociale, anzi: dell'AMORE rispetto al sociale. parla sempre (e solo) di crescita degli adolescenti in seguito a sofferenze e dolori (cosi' apprendono grandi lezioni di vita), ma non fresa le ovaie piu' del dovuto. oppure quando lo fa sembra piu' idealista che ideologica. oppure, se non e' vero ed ho scritto una cazzata perche' lei e' stupidamente ideologica, va comunque bene perche' sicuramente francesca archibugi non calpesta le aiuole, ricicla la monnezza ed e' buona come il pane. scommetto che se la investi per strada e' lei a scusarsi per averti abbozzato la macchina e per non aver preso un bus. ed io, se lei in questo momento ci stara' leggendo, oltre a salutarla perche' in questo momento ci stara' guardando, la penso per nulla risentita bensi' sorridente e partecipe, con quella ruga che si forma sul naso quando si sorride, mentre pensa "che discolacci!", per poi chiamare la sua amica e ricordarle della colletta per emergency o del gommone per quel sit-in per greenpeace.

mercoledì 12 novembre 2008

l'amore ritorna

ogni volta che sergio rubini rimane a casa sua gira film bellissimi e fa venir voglia di rinascere nel tacco, magari non proprio a bari (colera), ma nel tacco.