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sabato 8 giugno 2013

faccio un salto a l'avana


è una merda. partono dal mastodonte riusciranno i nostri eroi... con sordi e manfredi: brignano fa sordi e pannofino fa mandredi. sarebbe troppo comodo e banale scrivere una tirata sul fatto che evidentemente pannofino non è mandredi, per non parlare del fatto che pur partendo da quel capolavoro si mantengono sempre sul leggero a confini con l'esile e non c'è la minima pretesa di girare grande commedia d'autore, quindi siccome sarebbe troppo comodo non dico nulla, anzi: pannofino non sarà un attore, ma a me piace: in boris l'ho adorato e in notturno bus mi ha divertito parecchio. certo, brignano oltre a non essere un attore davanti la macchina da presa è proprio un canide indifendibile, però queste due persone sono in grado di far ridere la gente, dunque le premesse per ridere non pensando a nulla c'erano tutte, invece questa roba è indifendibile. c'è la tipa che fa le imitazioni a quelli che il calcio dell'era victoria ed è relegata non ad un consono e rispettabile ruolo di caratterista come potevano essere carotenuto ed altri, ma ad umiliante macchietta come potevano essere jimmy il fenomeno ed ennio antonelli; sia chiaro, questa è gente che ho comunque amato in altre sedi, ma jimmy era HANDICAPPATO veramente e più di tanto non poteva dare, quell'attrice invece è bravissima dunque è un delitto sprecarla per quella stronzata di "ruolo". il problema più grave è che invece d'averci messo un po' di impegno ed una professionalità minima si sono limitati al compitino dei cinepanettoni (categoria che io difenderò fino allo stremo, con argomentazioni da vendere), ovvero il modus operandi de "buona la prima!" lungo tutta la genesi del film, pure se viene inquadrato per sbaglio un passante negro che guarda in camera ed ipotetiche cose di questo genere. gli spunti per qualcosa di divertente qui c'erano tutti ed i talenti comici anche, eppure hanno fatto un tonfo nell'acqua per la troppa sveltezza d'eiaculazione precoce, come in alcuni film raffazzonati e troppo sbrigativi con lino bènfi. peccato.

mercoledì 22 maggio 2013

alyce


filmetto straight-to-video, il livello è amatoriale, la regia non esiste, la fotografia ahahah, gli attori sono impiegati con la passione per il cine giardinaggio. alyce inavvertitamente vede la morte, poi ci prende gusto ad ammazzare, ma il motivo non c'è: siamo dalle parti della noia, non dei mostri che ci portiamo dentro, non nella disperazione, non nella maschera alla amerycan psycho, niente, niente di tutto questo. e non siamo nemmeno dalle parti della violenza gratuita, niente, zero: una ad un certo punto inizia ad ammazzare sino a quando la fermano, lei però è stralunata e cade dalle nuvole quando la vogliono arrestare. madonna sanda.

venerdì 17 maggio 2013

act of valor



non mi crea problemi il fatto che sia uno spottone JOIN THE ARMY col petto gonfio e con la bandiera americana sventolante in giardino: riesco a non prendere sul serio questo genere di cose. nei titoli di coda questo videogioco viene dedicato a "tutti i patrioti sparsi per il mondo che combattono per la libertà e contro i terroristi", quindi viene dedicato anche ai talebani che combattono con onore contro gli americani invasori, ma, di nuovo: riesco a non prendere sul serio queste robe, quindi al massimo ci rido su.
proprio perché non prendo questo genere di cose sul serio evito di fare paragoni improbi: three kings, black hawk down, salvate il soldato ryan et similia NON sono titoli affini a questo per il semplice motivo che quello è cinema, questo è un videogioco di 15 anni fa. quelli sono prodotti seri, diretti impeccabilmente (ecco: diretti. questo una regia non ce l'ha) e con una fotogragia pazzesca, questo al loro cospetto è solo un prodotto amatoriale.
infatti, il problema maggiore di questo giochino è semplice: anziché dalle parti dei film di guerra, siamo dalle parti di call of duty, però il suddetto videogioco è molto più bello, più realistico, con molta più azione e soprattutto, apparentemente potrà sembrare un paradosso, è scritto molto meglio; senza contare che ci sono prodotti seriali che passano in tv che denotano una qualità migliore sotto tutti i punti di vista. FORZA e ONORE.

martedì 30 aprile 2013

argo


hanno creato il caso attorno ad un non-caso. trama: la CIA si mette in testa di far rimpatriare americani presenti in iran durante i tumulti della fine dei '70 e strizza l'occhio ad hollywood per darsi arie col pisello in mano col fine di fare incetta di oscar. io capisco che gli stati uniti abbiano bisogno di far passare gli iraniani come brutti, sporchi, cattivi e soprattutto stupidi; io capisco che la CIA e gli ebrei abbiano sempre bisogno di inventarsi i nemici quando i nemici non ci sono; capisco anche l'urgenza di arginare il subconscio che fa sentire autistici dandosi pacche sulle proprie spalle a suon di oscar per contrastarlo, però i fatti sono andati così: la CIA ha speso mesi di lavoro e milioni di dollari col fine di far rimpatriare uno sparuto numero di ostaggi in iran. tutto il gruppone numerosissimo di ostaggi rimasti lì sono tornati a casa pochissimo tempo dopo grazie alla diplomazia, e senza l'ausilio dei supereroi.
quest'ennesima dimostrazione di celodurismo americane mi ha rammentato un fatto passato alla storia che definisce i confini della grandeur americana: gli americani tanti anni fa non sapevano come fare per scrivere nello spazio con le penne, poiché a gravita zero l'inchiostro naturalmente non sta fermo, forma palline "in aria" e la penna non scrive; così hanno rubat speso decine di milioni di dollari ardimentandosi nell'ingegnare una penna con dell'inchiostro in grado di resistere alla forza di gravità, e sventolando bandiere quelli di houston ci sono riusciti, ché loro se hanno un problema stanno a testa bassa sin quando lo risolvono. i russi nello spazio hanno portato le matite. questo è argo.

martedì 25 dicembre 2012

lost in translation - l'amore tradotto

costato sei mila lire ha incassato più di 100 milioni di dollari in giro per il mondo e chissà quanti altri ne ha incassati in questi 10 anni vendendo i dvd, ma ha fatto più danni della peste. ha contribuito a lanciare dalla finestra la carriera di sofia coppola perché da qui in poi le aspettative si sono alzate e le ha sempre disattese, ma soprattutto ha GETTATO al cesso l'intera carriera futura di bill murray* perché da qui in poi non fa altro che ripetere lo stesso ruolo del ricco e famoso stanco della fica e della vita. mi trombo scarlett johansson? mhm, sì, boh, non è che io abbia poi tanta voglia di farlo. in realtà non ho voglia di fare un cazzo. non ho voglia nemmeno di stare nel letto tutto il giorno, però. mi annoia anche solo l'idea di fare qualcosa, ma mi terrorizza la noia che provo nel non fare nulla tutto il giorno. che noia, la noia. olocausto.

* = ma ha permesso a ricky tognazzi di farsi vedere dagli italiani praticamente tutti i giorni.


 lost in translation l'amore tradotto

mercoledì 31 ottobre 2012

friends with benefits - amici di letto

il terreno delle rom-com è insidiosissimo e riuscire a non far sbadigliare è un'impresa molto, molto complicata. a giudicare in base al responso del pubblico, questa roba pare riuscirci alla grande: circa 200 milioni di dollari incassati in totale, 2 persone su 3 ne parlan bene. ma a me fa schifo. spieghino: mila kunis e justin iniziano a scopare prendendo in giro le commedie romantiche e gli amori per tutta la vita perché, stando a loro, sono la solita stronzata hollywoodiana, dunque per più di metà film cercano di "dissacrare" la commedia romantica distruggendo con costanza il MOMENTO_ROMANTICO ogni qual volta fa capolino, però alla fine finisce esattamente come voi sapete che va a finire, pur non avendolo guardato. ed infine, il paradosso: il film è riuscito proprio quando loro fanno la coppietta, perché quando si comportano da friends with benefits i dialoghi sanno di plastica, loro sono omologati e fatti con lo stampino come tutti quegli "alternativi" da loft ed aperitivo con gli amici a parlare di stronzate eco-chic. senza contare che cliccando sull'etichetta romanticismo potete facilmente arrivare a perle di romanticismo clamorose, anche moderne. i film romantici sono una cosa seria e julia roberts e hugh grant sono due grandi.


friends with benefits

giovedì 25 ottobre 2012

american horror story

uno dei telefilm più insulsi che io abbia mai visto, dopo lost. gli ideatori (dei mentecatti e ricchioni), hanno spacciato questa stronzata noiosissima in cui non succede mai nulla (fatta eccezione per qualche "buh!" da parte di fantasmi fermimmobili accanto ad una persona in una stanza e "scovati" solo qualche secondo dopo il loro "arrivo", giusto in tempo per far prendere un colpo; il tutto con la nonchalance da fantasma della porta accanto tipo il sesto senso. sì, in pratica è una merda) per qualcosa di INNOVATIVO nel genere horror perché, prendendo ispirazione dagli horror degli anni '60 (...) va ad aggiungere scene di porno-soft (A-AH! SCELTA ORIGINALE DAVVERO!) e misteri da svelare (...). si resiste al massimo per 3 episodi*, poi viene voglia di prendere il televisore e lanciarlo dalla finestra. chiusa. * = precisando che già dopo 10 minuti la noia ha preso il sopravvento, eh. manco l'episodio pilota han saputo scrivere decentemente.

martedì 16 ottobre 2012

the avengers

è semplicemente la summa di iron man più thor più capitan america più hulk (alla norton, non l'altro brutto), ovvero un capolavoro incommensurabile. e c'è pure legolas, toh. onestamente, perà, ha un solo difetto: per un bel po' il tutto regge alla grande, ma verso la fine hulk cresce esponenzialmente ed allora attendi semplicemente la fine; nondimeno ti chiedi che senso ha fare il seguito di questo film avendo hulk così forte... conservando il raziocinio del dottore. invece di acchittare tutto il casino con le portaerei volanti, allertare gli eserciti del mondo ed aizzare questo o quel dio contro il nemico di turno, prendi e dici: "hulk, una cinquina al tavolo 3. 'na cosa de giorno, mòvete". e poi hulk spacca.

 the avengers

giovedì 22 marzo 2012

l'albero


qui da noi l'albero usci' a giugno 2011 e duro' soli 3 giorni. un po' il perche' lo comprendo: verboso, pretenzioso, a tratti davvero fastidioso (verrebbe voglia di imitare la franzoni). in pratica un padre di famiglia (4 figli) sta tornando a casa con la terz'ultima nata (ed unica femmina) quando gli prende un coccolone quasi arrivato a casa ed infrocia contro l'albero davanti casa, accasciandosi con la faccia sul volante. fine del prologo (durato pochissimo). inizia il film. la bambina decide che l'anima del padre si e' trasferita dentro l'albero, e prende a stare giorni/mesi li' sopra per parlarci. la madre, charlotte gainsbourg, sfoga la depressione dando corda alla figlia e prende a parlarci anche lei. poi prende anche a dar corda all'idraulico dopo che le ha riparato i tubi (L'IDRAULICO!) e ci finisce a letto (DAVVERO IMPREVEDIBILE CON L'IDRAULICO!). allora l'albero si allunga (...) e con i rami sfonda pareti della casa, in 2 mesi distrugge un muro alzandolo, etc. allora la ragazzina accusa la madre: "fedifraga! zoccola! papino ce l'ha con te!!" e la madre dalli a scusarsi (io l'avrei presa a calci in bocca e spedita in collegio. poi, dopo un anno, sarei andata a trovarla: "ancora convinta che sono una zoccola? vediamo cosa rispondi"). il giochino simbolico dell'albero con le radici che intacca la loro casa non riesce a tenere in piedi il film per troppo tempo, specie se si tiene conto che questa stronzata dura due ore ed i protagonisti sono bambini ebeti/dementi o piu' o meno handicappati (il piu' piccolo ha 3 anni e non parla, emette suoni). charlotte completa il quadro dormendo sempre o parlando da strafatta/stralunata quando va bene. comunque, ha un pregio: mostra parte dell'australia che comunemente chi non ci ha vissuto tende a non vedere mai, ovvero quella dell'outback.

mercoledì 14 marzo 2012

american sunshine - the go-getter


AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!!
avete presente i classici film indie di merda in cui adolescenti sfigati ad una certa cantano senza motivo? se il nome zooey deschanel (quella in mezzo) vi dice qualcosa, avete presente eccome. in pratica lo sfigato protagonista ("sfigato" anche nella sua vita... ma approfondiro' poi) se ne va in giro in un film on the road... che non porta da nessuna parte. il viaggio non ha senso poiche' non v'e' nessuna catarsi, niente, nulla. il protagonista mongolo di questo "film" di merda se ne va in giro per gli stati uniti "off" dopo aver rubato (...) l'auto a zooey, la quale gli telefona (lei ha il telefono in auto) ed intrattiene una conversazione lunga settimane con lui. parlano del piu' e del meno, parlano di cazzate, stronzate da INDI-BOY che suscitano al massimo il comico-involontario, perche' per lo piu' verrebbe voglia di spedirli in un campo di concentramento e/o sparargli in fronte.

segue un estratto dai dialoghi.
lui fa a lei: "hai presente quei film francesi in cui di punto in bianco e senza alcuna ragione i protagonisti si mettono a ballare?" (allude a bande a part, di godard); "no", risponde lei. e allora lui prende a ballare in uno spiazzo, il film diventa in bianco e nero durante il balletto, poi senza alcuna ragione (...) vi si aggiunge zooey (stava al telefono con lui a migliaia di chilometri di distanza) ed una zoccola che piu' o meno aveva scopato con lui qualche tempo prima. poi si ricordano che sta immaginando la scena, puff!, il film prosegue. ed e' pieno zeppo di queste "stramberie" (non mi andava di scrivere 'puttanate') da snob indie dementi senza la benche' minima ispirazione. viene da ridere, davvero.


poscritto attoriale:
come dicevo, lo sfigato protagonista, lou taylor pucci (thumbsucker, fast food nation, the horsemen), nella sua vita ad una certa e' stato picchiato selvaggiamente da 4 ragazzi che lo hanno visto per strada per caso e SENZA ALCUNA RAGIONE hanno preso a picchiarlo, devastandolo e mandandolo all'ospedale per settimane. hanno dovuto ricostruirgli il volto. ed ora, stronzo, continua pure a partecipare a film con scene messe li' "senza alcuna ragione". io rido!

mercoledì 7 marzo 2012

management - un amore in fuga


anche mettendo da parte la constatazione che questi due insieme sono la coppia peggiore del mondo per una commedia romantica (steve zahn deve fare sempre e solo lo schizzato di mente, nient'altro), non esiste alcun film e la sceneggiatura fa pena. spesso i film con jennifer aniston sono delle chicche pazzesche e per rendervi conto da par vostro dell'affermazione vi esorto a cliccarla. in questo caso, invece, siamo al nulla assoluto: vorrebbero far ridere con l'amico cinese (di lui) che e' parodia dei cinesi, ma fanno pena; vorrebbero far ridere con woody harrelson (alla canna del gas da quanti anni?) ex-punk ed ora milionario schizzato di mente (...) ma suscitano solo pena. per non parlare delle scenografie, dei vestiti e del trucco di lei, etc. sara' che il budget a disposizione era bassissimo ed e' stato destinato ad un circuito minore (qui da noi, per dire, nemmeno e' uscito), ma far indossare a JENNIFER ANISTON i vestiti di mia nonna e farle dire, per giunta, "battute" che farebbero apparire l'episodio peggiore di friends come qualcosa da premiare ai festival e' davvero troppo. la cosa peggiore a cui la aniston abbia mai preso parte (ecco, almeno adesso sapete qual e' il punto piu' basso della sua carriera).

lunedì 27 febbraio 2012

l'arte di vincere


e' il solito film sportivo: all'inizio tutto va male, sembrano scarpari, i tifosi sono adirati, si parla di licenziamento, dentro lo spogliatoio sono tutti sudati ed i manager e l'allenatore sbroccano, fanno casino e fanno le ramanzine. ah, ecco: LE RAMANZINE. i giocatori, tutti col broncio! ma dopo le ramanzine CAPISCONO ed iniziano a vincere, sempre. allora io mi chiedo: brutto stronzo, ma hai bisogno delle ramanzine per impegnarti? io mi impegno a prescindere dalle ramanzine, ma soprattutto a prescindere il risultato.

comunque, questa e' la storia dello "zeman" del baseball. e zeman non ha vinto mai nulla.

l'arte di vincere

venerdì 24 febbraio 2012

adam resurrected


non serve fare gli scribacchini e perdersi in stronzate quando la filmografia di paul schrader parla (tanto) per lui: tuta blu, hardcore, taxi driver, yakuza, american gigolo, toro scatenato, mishima, auto focus; cio' nonostante, anzi ribadendo ancora una volta che si e' dinanzi un mastodonte, dico che io paul schrader non lo seguo piu'.
gli ebrei al cinema hanno rotto i coglioni a tutti, anche alle zecche. paul schrader sara' intelligentissimo, pieno di amici interessanti (tutti molto artisti e con tantissimi progetti per la testa e dischi dipinti libri film pronti all'uscita), pero' guarda da un'altra parte mentre il mondo se ne va per i fatti suoi. certo, se i premi cinematografici li danno gli ebrei e se i distributori cinematografici piu' importanti sono ebrei magari e' tanticchia ovvio continuare a rompere i coglioni al mondo con certi film, ma le menti migliori del nostro mondo dovrebbero essere al di sopra di tutto questo, e non turarsi il naso perche' almeno cosi' lavorano (spero sia stata questa la motivazione: le bollette). si salva a tratti solo la prova di jeff goldblum.


adam resurrected

domenica 11 dicembre 2011

a.i. intelligenza artificiale


sapere dell'incasso, del regista, di chi l'ha scritto, a chi e' venuta l'idea, degli attori coinvolti: non me ne frega niente. l'unica cosa che m'interessa di questa favola moderna e' perdermici constatando quanto riesca sempre ad essere interessante, tragica e spiritosa. universale e da consigliare a tutti, quindi se ve lo siete perso: cliccate la ranocchia.


a. i. intelligenza artificiale

sabato 29 ottobre 2011

avatar


l'hanno visto tutti, ne hanno parlato tutti, ci han passato tutti il tempo su facebook buttando le giornate cazzeggiando diventando blu: ci manca solo che mi attardi anch'io come gli sfigati dei blog della sfiga con le "news imperdibili" su avatar per attirare gente, cercando tutti di essere sul pezzo come dei provetti giornalisti (...). a fanculo tutti questi sfortunati. parlero' d'altro, di qualcosa marginale e di contorno, ma che mi fa ridere.
la cosa piu' divertente di avatar e' questa: ad hollywood gli attori, i registi, i giornalisti ed in generale tuuutti gli addetti ai lavori sono talmente sfigati, frustrati ed INVIDIOSI di james cameron da arrivare addirittura alla ripicca piu' estrema e pazzesca di tutte: dare un oscar insulso per miglior film alla sua ex moglie (...) con the hurt locker (un film totalmente privo di trama, non esiste per nulla in quel "film"). per altro mettendo avatar tra le nomination, sbattendo dunque tutto in faccia a james. ah! come se non bastasse, the hurt locker era un "film" vecchio di anni e non c'entrava nulla con quell'edizione degli oscar, ma e' stato "ripescato" per l'occasione. casualmente, certo. e la cosa e' buffa perche' kathryn bigelow artisticamente e' nata, appunto, dalla costola di suo marito james cameron, che l'ha raccolta dal fango (lei lavorava, certo, ma non contava molto piu' di nulla) e l'ha plasmata secondo il suo personale gusto di artista (perche' tra i due l'artista e' lui). e questa cosa e' talmente evidente che kathryn sotto l'egida protettrice del dio cameron ha "diretto" (asd) mastodonti come point break e strange days (che conoscono tutti), mentre per i fatti suoi ha partorito abortito stronzate da sbadigli come il mistero dell'acqua e k-19 (che non conosce nessuno). forse a cameron stanno facendo scontare qualche olocausto causato a qualcuno in qualche epoca passata; sara' il karma. io rido. e faccio il tifo per lui.

giovedì 29 settembre 2011

l'alba del pianeta delle scimmie


andate tranquillamente a vederlo e -mi raccomando- rimanete sino al termine dei titoli di coda. (e' piu' coinvolgente di uno qualsiasi di quelli storici).




l'alba del pianeta delle scimmie

giovedì 15 settembre 2011

le amiche della sposa


vi e' piaciuto una notte da leoni? guardate questo, che siccome che e' femminile ha un po' piu' di sale in zucca, qualche preoccupazione in piu' e un minor tasso di coglionaggine becera demenziale. certo, non e' riuscito come quello, ma e' sempre un bel vedere. e poi, oltre a maya rudolph (la negra di american life, qui sposa), c'e' la fantasticherrima rose byrne (ignorata in quelle schifezze di star wars, adorata in appuntamento a wicker park, sbadigliata in troy, sbadigliata pesantemente in marie antoinette, abbronzata in sunshine, inseguita in 28 settimane dopo, ignorata in segnali dal futuro ed ignorata moderatamente in x-men l'inizio). davvero consigliato!

le amiche della sposa

sabato 13 agosto 2011

antichrist


allora. chiariamo subito: lars trier e' uno spostato di testa, avere i genitori zecche gli ha fatto malissimo, soprattutto sua madre; "regista" spocchiosissimo come pochi, tendente con nonchalance al "nazismo" (lui lo sa e ci gioca, dunque quando lo palesa per lo meno ci fa ridere) quando non banalmente alla misoginia (anche qui: lo sa e ci gioca, ma qualche problema ce l'ha di sicuro, non e' che gigioneggia sempre), autore di infinite pellicole di merda. e questo? non e' un film, e' l'occasione per stare in una sala con altre 200 persone pluri-laureate, piu' o meno letterate, e mettersi a RIDERE selvaggiamente per tutto il tempo dinanzi questa porcata immonda. e' spazzatura, ma talmente spazzatura che consiglio caldissimamente la visione a chiunque. cio' nonostante, dei meriti indiscussi li ha e non riconoscerli solo perche' lars sta sul cazzo e' sciocco (parlare male a priori di qualcosa che senso ha? ma che avete 16 anni??): la fotografia e' letteralmente da brividi, pazzesca; la gainsbourg* e' attrice bravissima, dafoe anche qui egregio, alcune scene sono riuscitissime (lei agorafobica in montagna), alcune (la gamba di willem... non lo svelo!) sono pregne d'ilarita, ed altre, davvero, sono proprio agghiaccianti (lei che prende coscienza). il problema di questa stronzata, il problema di lars, e' che se avesse evitato certe cadute di stile da RITARDATO MENTALE (non fai ridere, se non per comico involontario come nei film con accorsi, eh) e si fosse limitato ad un "semplice" (perdonate la parola) terrore come in the kingdom, in questo caso il risultato sarebbe un capolavoro. praticamente sarebbe come la casa sarebbe dovuto essere, se l'avesse fatto un autore con le palle anziche' un ottimo mestierante (so che questa attirera' le ire di qualcuno, ma se non avete 14 anni dovreste esser cresciuti quel tanto che basta per accorgervi della differenza che intercorre tra gli autori, che magari annoiano pure, dai mestieranti, che il piu' delle volte amiamo alla follia, mica no). lars non e' che puo' restare sempre piantato nel piano del reale, dissertando con considerazioni psicologiche da seduta dal terapista (per altro sparando cazzate pazzesche che solo un matto che non conosce nulla dell'argomento avrebbe potuto scrivere, ma non mi stupisce per nulla il pressapochismo e la spocchiosita': un altro si sarebbe per lo meno informato un attimo, lui cazzeggia e crede di prendere in giro qualcuno, magari qualche coglione tardo-adolescente che non scopa mai e col trip dei film asiatici, cose cosi') e poi perdersi con le cagate immonde di questa scena qui:

ammettendo -sarebbe impossibile negarlo! impossibile!!!- che chiaramente in sala a forza di ridere, in quel momento, stavo rischiando un embolo. io e tutti gli altri spettatori. tranne 1/2 idioti e ricchioni con la scopa in culo col broncio perche' noi non eravamo abbastanza "alti" (...) per cogliere l'Arte di lars.


* = ma quant'e' bella charlotte?







antichrist by lars trier (DVDRIP ITA)

giovedì 4 agosto 2011

angels in america


mike nichols nei suoi ultimi film (piume di struzzo, i colori della vittoria, closer, la guerra di charlie wilson) fa ribrezzo (ho troppa stima per i suoi capolavori), ma questo lavoro per la tv americana e' gradevole. prende gli stati uniti della meta' degli anni '80, con l'h.i.v. che avanza, la caduta del muro di berlino e la conseguente perdita di ideali della gente, i gay che in quegli anni cadono come mosche, la perdita della fede, etc. certo, non e' cinema, e' un prodotto per la tv, pero' grazie al cast pazzesco il prodotto risulta godibile. magari e' sconsigliato adesso che e' estate e si tende a stare piu' insieme, ma se lo mettete da parte per vederlo nel classico e noiosissimo "lunedi' sera" invernale particolarmente freddo e piovoso... fara' il suo effetto.