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giovedì 30 maggio 2013

total recall


non ha nulla a che vedere con l'atto di forza con arnold, ma per quasi tutto il tempo la cosa non è un problema perché l'umorismo è stato sostituito da una bella serie di scene d'azione sceneggiate benissimo con tanto di effetti speciali pazzeschi, specie durante gli inseguimenti. tuttavia, verso il finale, mentre l'originale di verhoeven lasciava a bocca aperta con il susseguirsi di scene potenti una dietro l'altra, questo fa cadere le braccia, addirittura fin quasi a pentirsi della visione. se non l'avete visto al cinema lasciatelo perdere: ha senso solo in sala. 

martedì 21 maggio 2013

too big to fail

queste scempiaggini dall'estetica da televisione, fiction rai, sono noiosissime e non servono a nulla: due ore riassumibili nel concetto: con i mutui subprime ed altre sublimi nefandezze i laureati di harvard accumulano decine/centinaia di milioni di dollari mettendolo nel culo alla gente comune. l'altra volta era margin call, stavolta quest'altra stronzata tratto da un libro inutile che spiega in 400 pagine quello che abbiamo visto al tg, raccontato meglio e riassunto in un servizio di 3 minuti. non servono centinaia di pagine per capire che l'occasione rende l'uomo ladro, che i governi sono burattini in mano ai poteri economici che fanno e disfano quel che vogliono, e soprattutto continueranno a farlo, perché chi governa non ha il minimo interesse a porre dei paletti per mettere un freno. il tutto, con la fotografia della fiction rai e con il ritmo di un film di chabrol (il regista della noia). credo di aver detto tutto. mi piace pensare che william hurt, paul giamatti, james woods e bill abbiano aderito a questa stronzata perché sommersi dai debiti dopo aver investito tutti i loro averi nella lehman brothers.
pullman

lunedì 22 aprile 2013

i bambini di cold rock


ho visto the tall man, il titolo originale, non sapendo che il regista fosse pascal laugier. "regista" che detesto, e considero mediocre, a tal punto da non aver la minima voglia di parlarne per demolirlo dettagliatamente; mi disgusta troppo, non ce la faccio proprio. se avessi saputo che il regista era quello di saint ange, l'esordio, e soprattutto martyrs non avrei guardato questa stupidaggine insulsa e ridicola, ed avrei fatto bene: avrei risparmiato tempo e soldi. dall'esordio ad oggi è cambiato, si è evoluto, ma purtroppo in peggio. nel primo film si mostrava ancora derivativo e poco personale, ma col secondo aveva dimostrato di bruciare le tappe per raggiungere le peggiori vette del mondo: quelle delle pretenziosità, ed infatti piace a tutti quegli imberbi che si atteggiano a novelli enrigo ghezzi arrivando ad usare nello scritto lemmi che solitamente non usano, perdendosi in panegirici utili solo a pavoneggiarsi, a darsi un tono.
questo cialtrone di un francese non è in grado di scrivere un film decente e nell'uso degli espedienti è pessimo: si faccia caso alla svolta, ovvero quando jessica biel si libera dal "tall man" mentre è legata alla sedia, per altro caduta per terra, dopo un intero gioco trascorso da sveglia per ritrovare il bambino, dopo aver fatto un terribile incidente con l'auto, aver preso botte, aver camminato per ore di notte nel bosco ed aver, come se non bastasse, subito da parte di un cane rabbioso dei morsi niente male. ed in un secondo, da terra, si libera: complimenti per l'espediente usato, denota grande ingegnosità.
un pregio il film lo ha: dopo poco, il tempo della fine del prologo, c'è una svolta notevole nella trama (non sto qui a scriverla, altrimenti rovino il film) che sulle prime fa pensare: "ah, però", ma è una svolta che suona talmente strana che ci si strugge pensando a dove dovrebbe andare a parare, non trovando alcuna giustificazione possibile che possa evitare il tonfo che il film lascia presagire, e così è: la svolta è ridicola, talmente discutibile a livello morale che, mentre jessica biel si giustifica, o mentre la ragazzina muta si spiega, non si può non mettersi a ridere AHAHAH in modo barbaro. e ciò accade perché in testa pascal ha un messaggio da dire e qualcosa da raccontare, e questo naturalmente è un bene, ma tende sempre a darsi molte arie, vuol farsi considerare un autore, e soprattutto non essendo in grado di sceneggiare il soggetto incappa in scelte risibili e amatoriali che si rivelano ridicole, sfociando nel comico-involontario. e ci si sente come quando, dopo aver passato la giornata ad insegnare, ci si imbatte negli studenti ritardati e, a volergli bene, si risponde ai loro genitori: "suo figlio è un po' ingenuo", ma sotto sotto ridi da morire e gli vorresti raccomandare l'anffas.
la grandezza di un regista, come di uno scrittore o altro, sta proprio in questo: differenziarsi dai mediocri che non sono in grado di imbastire una storia plausibile, usando espedienti adeguati col fine di rendere il tutto credibile. altrimenti non solo il concetto perde di potenza se le scelte narrative non sono plausibili, ma si rischia di sembrare dei ritardati, come pascal. 

sabato 3 novembre 2012

terminator 3 - le macchine ribelli

ogni volta è sempre un piacere, specie sulle tv hd grandi come una parete: gli effetti speciali vengono gustati come al cinema. il successivo, terminator salvation, quello con cris bale, è un po' troppo debitore di ken il guerriero, dunque lascia un po' così, questo invece è bellissimo punto e basta. tanti ne han parlato malissimo, ma l'hanno preso per il verso sbagliato: questo è panzer division marduk (volevano "solo" spaccare tutto ed omaggiare gli slayer di reign in blood), ovvero assenza_totale di atmosfera, parossismo e stop. la sequenza dell'inseguimento è qualcosa di MAI replicato al cinema dopo di questo film: distruggono una città. e guardarselo in casa, su una parete, col dolby, è qualcosa.

domenica 28 ottobre 2012

the raven

si può dividerlo facilmente in due parti: la prima è infelice, la seconda lo è un po' meno. nel primo tempo non riesci mai ad immedesimarti in nulla dell'atmosfera gotico-ottocentesca che vorrebbero (vorrebbero) dare perché i dialoghi in generale, ed alcune parole in particolare usate (ma forse è solo un problema della nostra traduzione, who knows), fan cadere le braccia: "emily, cosa vuoi che faccia?", "intanto vorrei che ti  rimettessi in piedi, a meno che restare in ginocchio non ti serva per un altro proposito", "la mia immaginazione vaga nel buio... dimmi, a cosa pensavi?", "ad una proposta...", "proposta di matrimonio???", "ma non è mica un pensiero orribile! la gente lo fa! qualche volta ci si sposa!", "davvero? e quando?", "quando si è innamorati!", "quindi quando si ama una persona bisogna farci un pensierino?". ora, a parte il fatto che la donna è sempre, continuamente, costantemente relegata al ruolo di APPENDICE MASCHILE, lì, ferma, nella perenne attesa del maschio dominante alfa, pronta a scattare verso l'Uomo tutta speranzosa del matrimonio (e già questo mi snerva, ma tanto c'ho fatto il callo), ma poi, limitatamente ai dialoghi: nel 1850 parlavano così? ma chi cazzo la scrive certa roba? quello è EDGAR ALLA POE ed emily la sua amata: si esprimevano in quel modo 200 anni fa? strano. perché i libri scritti 200 anni fa sono ricolmi di lemmi ormai caduti in disuso ed il linguaggio spesso è talmente arzigogolato da suscitare in me due reazioni: 1.farmi sorridere per la disabitudine a certe parole buffe e 2.andare a prendere il dizionario. questi, invece, sembrano usciti da una commedia rosa con jennifer aniston. manca solo adam sandler che prende un calcio nelle palle con un negro pronto a ridere sguaiatamente, tanto nella prima parte edgar è ridotto comunque a macchietta.
poi per fortuna si cambia registro. arriva una spruzzata di thrilling da minimo sindacale e parte l'Acchiapparella col serial killer che uccide gente a caso a baltimora prendendo in prestito le "idee" dalle morti cruente nei racconti di edgar alla poe. la qual cosa non tocca minimamente edgar, anzi a lui frega cazzi, fin quando non s'avvicinano alla sua amata e... poi all'ultimo t'addormenti. 



the raven

martedì 23 ottobre 2012

ted


effettivamente ha ragione chi asserisce che seth si sta citando da solo, io aggiungo: ad oggi è privo di talento cinematografico, francamente non sembra in grado di girare un film, e forse sarebbe anche il caso, a 40 anni suonati, di progredire, maturare ed evolversi col fine di dare quel quid in più dalle cazzate da cartone animato per (più o meno) adolescenti, questo perché ha talento ed è ispirato (per il momento). il "film" non è un film, non ha alcuna trama, non c'è alcun focus, un obiettivo, qualcosa, non c'è niente. però. è tutto tremendamente divertente. del tipo: rido un casino, ma poi mi guardo attorno perché mi vergogno per ridere per questi cinepanettoni* post-moderni. per fortuna ha incassato qualcosa come 500 milioni di dollari (e non è ancora uscito in dvd...), quindi la carriera cinematografica del signor giapponegro seth macfarlane si prospetta rosea. * = per me è un complimento.

domenica 21 ottobre 2012

the walking dead 2° stagione


la prima stagione di the walking dead tutto sommato m'era piaciuta, pur se i difetti non si contavano. tornano dopo un anno ed i (pochi) pregi sono spariti, mentre i difetti ci sono tutti e se ne sono pure aggiunti degli altri; il principale motivo di diniego, comunque, e' questo: si ammazza troppo poco, c'e' troppo poco splatter, parlano per troppo tempo di stronzate anziche' impazzire tutti quanti ed ammazzare quanti piu' bersagli possibile. sto vedendo gli ZOMBI, la componente ludica dev'essere la principale, sto vedendo gli ZOMBI, il cervello lo faccio riposare, se invece provi ad alzare l'asticella, per altro annoiando, a me vien voglia solo di cambiare canale.
e per le pillole di futuro, veniamo al cast: nella terza stagione, che è appena iniziata, tornera' il bell'omino qui a fianco: finalmente un po' di gente calma e tranquilla al posto dei pazzi esagitati che si incazzano appena cade una bic in terra e solgono sparare a tutto quello che si muove, meglio se di colore negro. a tal proposito (parliamo di negri), il character di minchonne (da non confondersi con "minchione") sara' interpretato da danai gurira, ovvero una negra che gira armata di spade. dunque, forse, la speranza d'avere divertimento ce l'abbiamo. staremo a vedere...


la seconda stagione COMPLETA di walkingdead

venerdì 30 marzo 2012

three kings


suo padre potrebbe essere M*A*S*H di robert altman, suo fratello minore l'uomo che fissa le capre, ma in questa ipotetica famiglia, il mio preferito e' questo. violento, dissacrante, satirico, demenziale, semplicemente divertente. molti se lo sono perso e la ragione non la conosco, anche se forse a qualcuno l'alchimia tra film di guerra/satira puo' non esser piaciuta (molto meglio le stronzate pretenziose e noiosissime di robert redford, vero? be', certo, a quelle lasciamo fare incetta di statuine e bei complimenti). comunque, adesso potete rimediare.

lunedì 12 marzo 2012

tower heist


non a caso flop negli usa. e' la peggiore schifezza spacciata per roba "comica" ma che non fa ridere (quasi) mai. eddie murphy prova (solo lui) a tenere in piedi questa stronzata in stile ocean's versione rumena, ma e' poco presente sullo schermo e relegato ad una particina (altrimenti il megalomane ben stiller veniva troppo offuscato e distrutto, e questo non va bene, ah?). ma comunque stiamo parlando di eddie verso la terza eta', ovvero bolso ed ex-attore comico di talento, non parliamo di certo di qualcuno caricato a pallettoni. una vera merda.

venerdì 2 marzo 2012

la talpa


non date retta a chi ne ha parlato in termini entusiastici. m'ha ricordato un ipotetico incontro sullo spionaggio tra rohmer e chabrol alla canna del gas, dunque ci si annoia alla grande. ciarlano di "tecnica", di sfoggio di "classe", di autentica "maestria", ma la realta' e' una: lo spettatore in sala s'addormenta. ecco, e' un prodotto buono per questo: dormire. per almeno un'ora buona si dorme proprio alla grande ed il leggero brusio di sottofondo concilia e culla nel sonno assaj meglio di morfeo. se proprio avete intenzione di scaricarlo/noleggiarlo: guardatelo premendo il tasto avanti-veloce.


la talpa

giovedì 16 febbraio 2012

trust


ma voi ve lo ricordate ROSS di friends? dei 3 maschi per me era il meno divertente (troppo coglione, poi chandler non si batte) ma non avrei mai creduto che, una volta iniziata la carriera di regista, avrebbe creato quest'immondizia. clive owen e catherine keener sono i genitori di una ragazzina di 13 anni molto bella che crede di essere brutta, dunque cerca online qualcuno che le scaldi il cuore. trova un 40enne che si finge adolescente e... mi viene da vomitare.

questa stronzata sembra una fiction di raiuno. avevo lasciato ross con fun fatboy run e continuava a fare quel che aveva sempre fatto: stare in mezzo il cinema da intrattenimento. ora questa roba. e niente, deve avere delle bollette carissime.


trust

venerdì 20 gennaio 2012

terranova


gia' dal trailer, svariati mesi prima dell'uscita in italia dell'episodio pilota, si capiva benissimo che lost (la terza merdosa stagione, la quarta merdosa stagione salvata da sawyer) purtroppo aveva fatto figli. veniva cavalcata l'onda lunga, dunque ambientazione nella giungla e qualche mistero sulle parentele (...) dei "naufraghi" (temporali), solo che dato che la produzione e' americana e dietro queste robe c'e' sempre il solito adolescente brufoloso che si mette a giocare con i lego ed i masters aggiungendo gli exogini ed i gormiti ed i pupazzi dei sofficini (si', tutti insieme), all'ambientazione "alla lost" hanno pensato bene di aggiungere i dinosauri e qualche rimando ad avatar (molto originali davvero), vedi anche il generale dei marines, li'. se sapete di cosa si tratta, vi siete messi a ridere ed avete fracassato il vostro tv da 2000 euro lanciandolo dalla finestra, ma in caso contrario mettetevi comodi.
  • l'umanita', all'apice della sua esistenza, riduce il pianeta ad un postribolo per via dell'inquinamento (solita barbosa ramanzina ecologista, yaaawn), pero' in realta' l'umanita' la mette in culo a tutti gli ecologisti di merda: andiamo AVANTI, infatti abbiamo inventato il teletrasporto (pensa tu! wow!);
  • solo che hanno pensato bene, invece di tornare indietro di 100/200 anni e mettere pannelli solari dappertutto e far andare le auto ad acqua, di tornare indietro a 35 milioni di anni fa, perche', guarda tu il caso, all'epoca c'erano i dinosauri. cosi' almeno se torni indietro c'e' un po' d'azione. non e' come su marte: "c'e' vita su marte?", "guarda, giusto un po' il sabato sera, perche' per il resto...";
  • passano tutto il tempo a scappare dai dinosauri, stando in "campi di concentramento" chiusi chiusissimi e delimitati dall'alta tensione (si', proprio come in jurassik park...): non e' che questi DEMENTI si portano qualche bomba atomica ed estinguono questi cavolo di dinosauri per stare tranquilli, no: loro fronteggiano i t-rex con le pistolette, infatti spesso qualcuno muore. e loro sempre li': a scappare a piedi, usando pistolette. naturalmente i protagonisti buoni anche a mani nude ammazzano i dinosauri; i cattivi invece non sono mai furbi, si lasciano ammazzare, eh oh: si vede che votano pdl. quelli furbi e buoni chiaramente sopravvivono perche' votano vendola e guardano santoro (brava gente).

dopo un po' di puntate (sono una persona fin troppo buona!) mandi tutti a fare in culo. ti vedi gli ultimi 2 episodi della stagione giusto per toglierti la minima curiosita', ma tanto ti confermano solo una cosa: avevi fatto bene a mandarli a fanculo. terranova non solo non vale un'unghia delle primissime stagioni di lost, non vale proprio nulla a prescindere da qualsiasitelefilmacaso.

mercoledì 26 ottobre 2011

transformers 3


la faccio breve perche' altrimenti per capolavori del genere finisce che mi commuovo e dilungo sempre troppo: ormai l'unica cosa che stupisce in filmoni del genere e' che sai perfettamente che ti stupira' e che crescera' esponenzialmente di film in film. il primo era bello, il secondo era pazzesco, questo e' da storia del cinema.

transformers 3

giovedì 20 ottobre 2011

this must be the place


anche questo "film" puo' essere utilizzato a mo' di cartina tornasole per indicare chi e' che capisce di cinema, diversamente da chi capisce poco o nulla; se lo si boccia si e' della prima categoria, mentre se lo si promuove si e' della seconda. se vi capita di parlare con persone della seconda categoria, be', che vi capiti di rimanere in silenzio, almeno eviterete di sprecar fiato.
dello stile di paolo sorrentino (l'uomo in piu', le conseguenze dell'amore, l'amico di famiglia, il divo) in questo film, ovviamente, continua ad esserci molto, dunque se vi sono piaciuti tutti gli altri, probabilmente vi spellerete le mani anche in questo caso. a me due cose han fatto ridere: una riguarda il film in se', l'altra riguarda la critica. sul film: sean penn, totalmente rincoglionito da anni, qui e' addobbato come vladimir luxuria, dunque e' un fenomeno da baraccone. per la proprieta' transitiva mi e' tornato/a in mente vladimir luxuria mentre sguazza nel fango ne l'isola dei famosi per raccogliere delle gallette (dal fango. per poi mangiarle), poi anche marrazzo, poi anche la famosa brendona (successivamente cotta a puntino mediante l'affumicatura da alcuni poliziotti con l'hobby della cucina). dunque, anche se involontariamente, questo film puo' essere definito divertente. mentre, per quanto concerne la critica che conta, di divertente c'e' stato questo: chi di questo "film" ne parla bene suol dire (ammettendo l'ovvio) che narrativamente non sta in piedi, che non c'e' alcuna logica al suo interno, che il film poteva tranquillamente durare 5 ore andando avanti per inerzia, dato che tanto non c'e' storia (e' appiccicata li' tanto per, solo come pretesto), ed oltre a cio' il film e' permeato da un irrefrenabile intellettualismo. c'e' il solito intellettualismo fine a se' stesso, tipico del film-medio che si puo' vedere al sundance festival (naturalmente non e' un complimento), con i soliti personaggi strampalati che buttan li' frasi a caso perche' "divertenti", solito road movie, etc. solo che sorrentino ha moltissima spocchia, dunque se ne frega della logica, della plausibilita', della trama: non segue nulla, non segue alcun filo logico, da' retta al proprio ego ed al flusso di coscienza, quindi finisce per imprimere su pellicola anche le proprie "scorregge" (le virgolette perche', dato che trattasi di sorrentino, qualcuno potrebbe pensare a dei peti veri e propri), proprio perche' di "flusso" si tratta, ed il flusso e' istintivo. ricapitoliamo: film pretenzioso, pregno di intellettualismi, privo di trama e logica, in piu' punti sconclusionato, da sbadigli e noioso a tratti. ripeto: questo e' quello che scrive la stampa che ne parla bene, per poi perdersi in lodi sperticate e sbrodolate per sorrentino (non per il film), che ormai pare incuta timore a molti, tanto che ormai quelli che hanno il coraggio di dirgli che e' un capra si contano sulle dita della mano monca del capitan uncino.
e chi ne parla male cosa scrive? che QUESTO FILM E' SENSAZIONALE per bruttezza, capacita' d'annoiare e spocchia.
c'e' una cosa pero' che io, in qualita' di persona con un'onesta' intellettuale rarissima che mai ho riscontrato in tutte le persone che ho conosciuto nella mia vita, non posso non riportare: il fatto che ad un regista italiano venga messo a disposizione un budget importante (25 milioni di euro) in america non e' un fatto di poco conto. chiaramente, preferisco commentare con 'asd' evitando d'approfondire e soprattutto evitando di pensare alla figura che facciamo come italiani con questo film in america, pero' rimane il fatto che per il nostro movimento non e' cosa da poco. muccino comunque continua a rimanere su un altro pianeta.

martedì 18 ottobre 2011

time of darkness - pora mroku


sbadigli a profusione. siamo nell'europa dell'est (...), nello specifico in polonia, ed un gruppo di ragazzi, in vacanza tra le montagne, passa il tempo a ridere, cazzeggiare e gridare: "voglio farmi una cannaaaaa!"; pero', quando si fermano per fare benzina (...) trovano un villaggio inospitale (...) pieno di loschi figuri e freaks e nel giro di brevissimo tempo scoprono che il posto e' popolato da spietati ed anziani nazisti (...) che, tramite metempsicosi vogliono ringiovanire vivendo in giovani corpi ma conservando il loro spirito ariano. si sbadiglia. e poi anche hostel ha fatto troppi danni, porca miseria.


time of darkness

mercoledì 28 settembre 2011

tutti al mare


alcuni mongoli han preteso da questa roba un "ritratto sul malcostume italiano e l'ignoranza di un popolo che..." bla bla bla, soccia. se solo si conoscesse un minimo (un minimo eh) chi c'e' dietro il casotto e cosa voleva dire, allora non ci si perderebbe in considerazioni del menga. e trovo anche idiota che per smontare tutti al mare si parli di "cinepanettoni" dei vanzina (questi mirabili geni faranno mai caso al fatto che i vanzina li hanno inventati, ma e' neri parenti ad averli "rovinati"?), quando semplicemente non ci si attardi in paragoni col casotto.
questo "film" nasce con una sola evidente intenzione: far ridere i romani portando sullo schermo i romani. diversamente dalle tante stupidaggini romanesche degli ultimi anni, ci riesce. il primo tempo e' molto piu' divertente del secondo (ci son dei momenti di stanca), ma e' innegabile che al termine della visione dalla sala escano tutti, e dico tutti, sorridendo. ed a tal proposito, ai poveri cialtroni che fan notare quanto gigi proietti da 15 anni a questa parte reiteri le sue due-tre cosette, per altro auto-citandosi biecamente (il personaggio qui proposto e' identico a quello ne un'estate al mare), faccio presente che alla fine l'unica cosa che conta e' far ridere, dunque dato che ci riesce porgo gentilmente il dito medio sorridendo.

poscritto smemorato:
c'ho un nodo ar fazzoletto, ma mica me ricordo come mai.

tutti al mare DVD-RIP

mercoledì 10 agosto 2011

team america


un capolavoro. non c'e' nient'altro da dire.

lunedì 4 luglio 2011

the tree of life


terrence malick avrebbe bisogno di un aiuto terapeutico, che' l'isolamento non gli fa affatto bene. non so cosa farmene dei buoni propositi del film (indiscutibili) ed in parte della resa, dato che di buone intenzioni e' lastricata una via che non porta in luoghi ameni. non mi comporto da purista e non mi scandalizza questo: tutte le immagini sulla natura, tutti i paesaggi, tutto l'evolversi della vita in realta' risale a decine d'anni fa; terrence l'aveva girato per un altro progetto, ma poi ha pensato bene di far copia + incolla alla storia di brad pitt e famiglia. alcuni, a sentir robe del genere, mandano a fanculo a prescindere: io no, mi comporto come san tommaso e devo vedere, dopo -sempre e solo dopo- posso esprimermi. e' per questo che non sopporto i puristi; in questo caso sia quelli delle stroncature, sia quelli dell'amore incondizionato per via della fotografia del film (si', veramente pazzesca, si rimane a bocca aperta).
i biglietti costano cari e son sempre in aumento; non si possono tollerare piu' di 2 ore e 30 di film riassumibili in 1 ora e 20 senza colpo ferire; non si possono tollerare le mattate di un eremita misantropo con i suoi 30 buoni minuti di silenzio e dinosauri, ruscelli, primi piani di raggi di sole, eccetera. cazzo, ho detto buoni 30 minuti, eh. vai a fanculo.

domenica 26 giugno 2011

ricky bobby - la storia di un uomo che sapeva contare sino ad uno


will ferrell mi ha fatto vedere molto, molto di meglio.





ricky bobby