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venerdì 24 settembre 2010

city island


questa stronzatina newyorchese con andy garcia riguarda una famiglia "media" americana che alla fine non e' poi tanto una famiglia "media" americana dato che sono proprio tutti BAZZI ma forse in verita' col finale zuccheroso sono davvero una bella e divertente famiglia "media" americana, ed e' un filmetto godibile pur nella sua banalita' e "media" stupidaggine. ve lo consiglio perche' dura poco, e' allegro, si spegne il cervello e scorre via liscio come zio jack.

martedì 21 luglio 2009

the lost city

l'esordio alla regia di andy garcia e' (prevedibilmente) ricco di tantissime cose, forse troppe. e' come un fiume in piena, no? e' la tua prima volta, vuoi dire fare baciare (lettera testamento) talmente tante cose che finisci per aggiungere e aggiungere e aggiungere. magari 30 minuti puoi toglierli tranquillamente, pero' 'sto film ha un'anima che brucia e sanguina per quanta passione che lui mette dentro, poi trasmette una nostalgia per la sua terra che non puo' non far iniziare a viaggiare verso tutto quello che nel corso degli anni una persona ha dovuto lasciarsi alle spalle, zaini invicta compresi.
comunque, l'aspetto piu' interessante e' l'aspetto politico: con batista a cuba non si viveva da dio, ma almeno potevi dire 'a'. i terroristi si sono impossessati della terra di famiglia, hanno ucciso anziani, donne e bambini, hanno rubato tutto cio' che possedevano, non gli hanno permesso di continuare a lavorare perche' chiudevano i loro locali (per questi motivi: il sax non si puo' suonare nei locali, perche' il sax e' nato in belgio e il belgio ammazza i poveri congolesi -i comunisti hanno sale in zucca. al posto del cervello, ma ce l'hanno), tanto da mettere il popolo cubano con le spalle al muro: o fai come diciamo noi dittatori terroristi, oppure te ne vai. ed allora ad andy garcia ed alla sua famiglia non e' rimasto altro che morire o andarsene, ma anche nell'esilio le persone venivano svilite, umiliate e spogliate di tutti i ricordi che avevano: il ricordo poteva non avere valore pecuniario (ma inestimabile a livello affettivo), ma i comunisti lo toglievano ugualmente. facevano e sfortunatamente fanno tutto questo "per il bene della rivoluzione, perche' le tue cose appartenevano a te, ma ora appartengono alla rivoluzione". ed i terroristi, nel corso dei decenni, continuano a rincarare la dose: "elezioni? a che servono? il popolo ha gia' scelto tempo fa. ora basta". il popolo cubano e' stato stuprato nell'anima dai dittatori terroristi guevara e fidel castro, ed alla brava e onesta gente come andy garcia e la sua famiglia non rimane altro che il ricordo, la nostalgia ed il sogno, un giorno lontano, di riabbracciare l'amata terra, la loro citta' perduta, magari dopo la morte, come il gladiatore nel campo di grano barilla alla fine del medesimo. ma durante la vita, se si puo' chiamar vita, c'e' la morte nel cuore, perche' oggi i figli dell'ignoranza, e ovviamente anche di una mignotta, girano per il mondo con la maglietta del che (senza sapere perche'). e questo non puo' che continuare ad uccidere ulteriormente chi e' gia' stato sconfitto. filmone.

chi sostiene il comunismo sostiene la morte.

the lost city

martedì 16 dicembre 2008

smokin' aces

tarantino diverte perche' nonostante sia coatto non sembra boro (ma solo coatto). qua ogni scena oltre ad apparire (giustamente) forzata, dopo 10 minuti si finisce per dormire benissimo nonostante il rumore perche' sono scene bore. andy garcia aveva molta voglia di recitare la parte di andy garcia, cavolo.



smokin' aces [italiano]

martedì 21 ottobre 2008

the air i breathe

al cinema danno un film di bob altman che racconta la societa' e allora un messicano in sala dice "che bella idea" e dopo duemila anni lo copia. al cinema danno un film del messicano e un cinegro esclama "che bella idea". al cinema danno un film del cinegro: speriamo che non lo copi nessuno perche' ogni volta si perde qualcosa di buono e si guadagna qualcosa di brutto (non oso immaginare cosa potrebbe accadere tra 5 anni). negli originali di altman le scene emozionavano a prescindere dalla recitazione/inquadratura/salcazzo perche' raccontavano qualcosa che toccava, qualcosa di "vivo" e "vissuto", qualcosa che risultava vero, istintivo, "spassionato" e poco ragionato; qua c'e' la classica puttanata di moda in questi anni: 1.scene in moviola ad libitum, 2.arpeggio folk sulle suddette scene moviolate, 3.folate di vento, 4.piangono tutti. eh be', ottimo esempio di cinema, non c'e' che dire. vedi alla voce "fare i furbetti". peccato perche' un cast del genere lo si poteva sfruttare meglio (piu' che altro: non lo poteva sfruttare peggio di cosi').


the air i breathe [italiano]

domenica 3 agosto 2008

cosa fare a denver quando sei morto


con tutto il ben di dio a disposizione loro risaltano solo andy garcia. vedete, sotto la crosta croccante (andy garcia) c'è molta roba calorosa e cremosa (christopher walken, christopher lloyd, don cheadle -il negro degli ocean's e hotel ruanda- e steve buscemi). ecco, questo è un film caloroso e cremoso sotto la sua crosta croccante. e bravo marco belardi (a cui questo film senz'altro piacerà).

lunedì 21 luglio 2008

i colori dell'anima - modigliani

ad andrea garcia non andava per niente di recitare in questo film (doveva pagare la rata della jaguar). 'sta robaccia sembra frida senza la passione e il ritmo. e' per questo che il titolo e' erratissimo, se avessero messo un titolo azzeccato, i moccoli dell'anima (de li' mortacci sua) avrebbero incassato il triplo.

mercoledì 11 giugno 2008

la tela dell'assassino


la cosa divertente dei film con ashley judd, ammesso che ci possa essere qualcosa di divertente nel perdere del tempo con i film con la judd, e' che di thriller in questi cazzo di merdofilm non c'e' niente. e poi sono tutti identici!
il collezionista. colpevole d'innocenza. lo sguardo. high crimes crimini di stato.
voi sapreste distinguerli, cosi' al volo? io mi ricordo che in uno il marito era un figlio di buona donna che aveva la doppia vita e si scopava mezzo mondo mentre tramava alle di lei spalle (come vince vaughn in quel film di merda con john travolta), in un altro il marito era una specie di santo e lei faceva la parte della bovera viddima simil madre teresa ruta. in un altro il marito stava sempre seduto su una panchina e grazie ai retrolampo raccontava la sua vita a chi capitava di li', di tanto in tanto regalando cioccolatini a chi si sedeva con lui, poi il vuoto. a ben vedere di diverso, da film a film, cambia solo una cosa: il negro. c'e' sempre la ridicola trovata del negro buono patrocinata dal governo affinche' si possa sconfiggere il razzismo (facendo vedere al cinema che i negri, volendo, sanno anche contare, bere, cacare e, rullo di tamburi, lavorare), ma alla fine non da' piu' nemmeno fastidio, ci si abitua. una volta samuel el jackson, una volta morgan freeman, una volta barry white (che almeno mostrava d'aver un po' di humor, se non altro nel nome).