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venerdì 24 settembre 2010
city island
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vanessa
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venerdì, settembre 24, 2010
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garcia andy
martedì 21 luglio 2009
the lost city
comunque, l'aspetto piu' interessante e' l'aspetto politico: con batista a cuba non si viveva da dio, ma almeno potevi dire 'a'. i terroristi si sono impossessati della terra di famiglia, hanno ucciso anziani, donne e bambini, hanno rubato tutto cio' che possedevano, non gli hanno permesso di continuare a lavorare perche' chiudevano i loro locali (per questi motivi: il sax non si puo' suonare nei locali, perche' il sax e' nato in belgio e il belgio ammazza i poveri congolesi -i comunisti hanno sale in zucca. al posto del cervello, ma ce l'hanno), tanto da mettere il popolo cubano con le spalle al muro: o fai come diciamo noi dittatori terroristi, oppure te ne vai. ed allora ad andy garcia ed alla sua famiglia non e' rimasto altro che morire o andarsene, ma anche nell'esilio le persone venivano svilite, umiliate e spogliate di tutti i ricordi che avevano: il ricordo poteva non avere valore pecuniario (ma inestimabile a livello affettivo), ma i comunisti lo toglievano ugualmente. facevano e sfortunatamente fanno tutto questo "per il bene della rivoluzione, perche' le tue cose appartenevano a te, ma ora appartengono alla rivoluzione". ed i terroristi, nel corso dei decenni, continuano a rincarare la dose: "elezioni? a che servono? il popolo ha gia' scelto tempo fa. ora basta". il popolo cubano e' stato stuprato nell'anima dai dittatori terroristi guevara e fidel castro, ed alla brava e onesta gente come andy garcia e la sua famiglia non rimane altro che il ricordo, la nostalgia ed il sogno, un giorno lontano, di riabbracciare l'amata terra, la loro citta' perduta, magari dopo la morte, come il gladiatore nel campo di grano barilla alla fine del medesimo. ma durante la vita, se si puo' chiamar vita, c'e' la morte nel cuore, perche' oggi i figli dell'ignoranza, e ovviamente anche di una mignotta, girano per il mondo con la maglietta del che (senza sapere perche'). e questo non puo' che continuare ad uccidere ulteriormente chi e' gia' stato sconfitto. filmone.
chi sostiene il comunismo sostiene la morte.
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martedì, luglio 21, 2009
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martedì 16 dicembre 2008
smokin' aces
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martedì, dicembre 16, 2008
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martedì 21 ottobre 2008
the air i breathe
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martedì, ottobre 21, 2008
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garcia andy
domenica 3 agosto 2008
cosa fare a denver quando sei morto
con tutto il ben di dio a disposizione loro risaltano solo andy garcia. vedete, sotto la crosta croccante (andy garcia) c'è molta roba calorosa e cremosa (christopher walken, christopher lloyd, don cheadle -il negro degli ocean's e hotel ruanda- e steve buscemi). ecco, questo è un film caloroso e cremoso sotto la sua crosta croccante. e bravo marco belardi (a cui questo film senz'altro piacerà).
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domenica, agosto 03, 2008
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lunedì 21 luglio 2008
i colori dell'anima - modigliani
mercoledì 11 giugno 2008
la tela dell'assassino
la cosa divertente dei film con ashley judd, ammesso che ci possa essere qualcosa di divertente nel perdere del tempo con i film con la judd, e' che di thriller in questi cazzo di merdofilm non c'e' niente. e poi sono tutti identici!
il collezionista. colpevole d'innocenza. lo sguardo. high crimes crimini di stato.
voi sapreste distinguerli, cosi' al volo? io mi ricordo che in uno il marito era un figlio di buona donna che aveva la doppia vita e si scopava mezzo mondo mentre tramava alle di lei spalle (come vince vaughn in quel film di merda con john travolta), in un altro il marito era una specie di santo e lei faceva la parte della bovera viddima simil madre teresa ruta. in un altro il marito stava sempre seduto su una panchina e grazie ai retrolampo raccontava la sua vita a chi capitava di li', di tanto in tanto regalando cioccolatini a chi si sedeva con lui, poi il vuoto. a ben vedere di diverso, da film a film, cambia solo una cosa: il negro. c'e' sempre la ridicola trovata del negro buono patrocinata dal governo affinche' si possa sconfiggere il razzismo (facendo vedere al cinema che i negri, volendo, sanno anche contare, bere, cacare e, rullo di tamburi, lavorare), ma alla fine non da' piu' nemmeno fastidio, ci si abitua. una volta samuel el jackson, una volta morgan freeman, una volta barry white (che almeno mostrava d'aver un po' di humor, se non altro nel nome).
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vanessa
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mercoledì, giugno 11, 2008
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