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sabato 22 giugno 2013

the bay


barry levinson passerà alla storia del cinema per aver diretto good morning vietnam, con robin williams, ma di film di alto livello ne ha girati più di qualcuno: tin men (lo raccomando a chiunque, è divertentissimo), rain man, rivelazioni, sleepers. per il resto cose egregie ma non da tramandare né raccomandare caldamente, solo cose oneste e degne di un mestierante, da consigliare solo a chi soffre di bulimia (presente). questo fino a 10/15 anni fa, perché negli ultimi 3 lustri ha girato solo stronzate: l'invidia del mio migliore amico (se non il peggior film con ben stiller poco ci manca), l'uomo dell'anno, disastro ad hollywood, ed ora questo. l'aggravante di quest'obbrobrio, a differenza delle altre stronzatine anonime è che qui non solo non siamo dalle parti dell'americanata da noleggio senza pretese, bensì le pretese sono altissime. la trama entra in un singolo lembo di carta igienica che viene dalla guerra fredda: gli imperialisti (non si precisa chi) e le multinazionali (non si precisa quali) hanno un solo interesse: fare soldi. così tutti fanno finta di nulla quando accade un incidente nucleare che sversa merda nel mare, precisamente in una baia; per di più un'azienda di pollame deposita tonnellate di escrementi di polli, che sono pieni di steroidi per far crescere i polli, e quindi... (rullo di tamburi) dei normalissimi pidocchi marini presenti nel pesce crescono grazie agli steroidi per colpa dei mutamenti genetici. ne consegue che il comunismo è l'unica soluzione e le multinazionali e il nucleare sono cose sbagliate, così come bush, berlusconi ed il giornale, go vegan.
solamente i mongoloidi del movimento 5 neuroni, coadiuvati da qualche tossico uscito da un centro sociale a caso, potrebbero accettare simili idiozie senza sbellicarsi dalle risate per il comico-involontario per poi mandare tutti a fanculo. negli anni '80 queste cose venivano girate, ma l'intento era girare B-MOVIES per far ridere la gente, non documentari senza sceneggiatura pretenziosissimi, credibili e seri come roberto faenza.

mercoledì 19 giugno 2013

breaking bad


non so come mai io abbia tenuto per 2 anni la bozza di breaking bad, boh, forse perché me l'ero persa a pagina 3. comunque sia: è il miglior telefilm degli ultimi anni perché combina alla perfezione nerdismi vari (chimica for dummies, adolescenti e droga) con l'intrattenimento on the road (nonostante il protagonista insegni chimica è un figo della madonna tipo fox mulder in x-files o, stesso ruolo but different location, californication) e la capacità di far ridere veramente, non con le stronzate da sit-com medio-tedio tipo big bang theory e altre cose sorpassatissime per via delle risate fittizie, il pubblico presente alle registrazioni delle puntate in "diretta", gli applausi finti durante la puntata, gli "oooohhhh!" e roba che puzza tanto di anni '80. quel genere di cose hanno detto tutto negli anni '70 (alcuni a volte li dimenticano, ma c'erano dei telefilm fantastici!) e '80; proprio a voler stringere si può arrivare agli anni '90 ed i primi anni duemila con friends, che a mio modo di vedere ha sancito la FINE delle sit-com del secondo millennio. nel terzo millennio i telefilm non sono più stupidi, così come lo poteva essere miami vice, sono cervellotici, intricatissimi, con una componente psycho anche nelle commedie rosa (il che è tutto dire, una volta sarebbe stato impossibile), in una parola: sono molto più vicini al cinema che in passato, anzi a spesso e volentieri anche migliori del cinema vero e proprio.
breaking bad quindi è uno di quei telefilm che rappresenta l'inizio del nostro millennio e forse lo è più di lost, che negli anni '60 in america sarebbe potuto tranquillamente esistere (invece questo assolutamente NO), specie se si pensa che in quegli anni, ma forse ancor di più nel decennio precedente, nel mondo c'era il boom della fantascienza e realtà parallele praticamente ovunque (al cinema, ma anche su carta: chi ha pensato a urania?).
è vero che breaking bad non potrà mai essere quello che è stato CSI per i telefilm del terzo millennio (CSI = big bang), nonostante ciò rappresenta in modo migliore questi anni: siamo tutti un po' psycho se si presenta l'occasione, ma soprattutto: l'assunto che i soldi giustificano qualsiasi cosa ed hanno completamente sdoganato concetti come dignità, integrità, rispettabilità e reputazione è ormai dato per assodato in tutte le latitudini e longitudini del globo, quindi essendo tutti asserviti al dio denaro possiamo fare qualsiasi cosa ed avere comunque, in ogni caso, una ragione per stare dalla parte dei giusti (tengo famiglia goes on).
per il resto, le etichette dicono tutto quel che c'è da sapere riguardo gli argomenti trattati nella serie, che naturalmente consiglio a mani basse a chiunque (NOTA DAL FUTURO: scrivo due anni nel futuro per dire che so benissimo che ormai tutti conoscono questa serie, ma non mi andava di cancellare qualcosa del passato perché non credo sia saggio interferire con quello che è accaduto nel passato, ritorno al futuro mi ha insegnato qualcosa). 

giovedì 30 maggio 2013

paura


i fratelli manetti sono nella regia da non so quanti anni, forse qualcuno ricorderà zora la vampira o piano 17, e girano film propriamente detti da almeno 15 anni. pensare che dopo tutto questo tempo stiano ancora perdendo tempo con queste stronzate volte a scopiazzare le americanate con gente che rapisce e tortura persone in cantina è avvilente. sicuramente se fossero stati americani avrebbero beneficiato di più visibilità, di altri attori, eccetera, ma le responsabilità di questa stasi artistica, se così si può dire, è solo ed esclusivamente loro: inventati qualcosa per cercare di emergere, se non ci riesci dopo 20 anni forse è perché hai dei limiti. limiti che col tempo per altro diventano sempre più evidenti. siamo sempre dalle parti dell'amatoriale e non è più tollerabile nemmeno per gli appassionati di splatter perché manca totalmente la sceneggiatura, i dialoghi, una storia credibile, una fotografia propriamente detta. l'unico motivo per vedere questa robaccia è questo: avete una serata a casa vostra con i vostri amici e l'intenzione è di rimanere in terrazza a mangiare carne alla brace, dunque in sottofondo passate in loop questa stupidaggine ridendo dei manetti e di tutti gli scalzacani ivi coinvolti.
per la cronaca, c'è anche il fratello di toni servillo, il cantante degli avion travel, nel ruolo del serial killer.

mercoledì 22 maggio 2013

alyce


filmetto straight-to-video, il livello è amatoriale, la regia non esiste, la fotografia ahahah, gli attori sono impiegati con la passione per il cine giardinaggio. alyce inavvertitamente vede la morte, poi ci prende gusto ad ammazzare, ma il motivo non c'è: siamo dalle parti della noia, non dei mostri che ci portiamo dentro, non nella disperazione, non nella maschera alla amerycan psycho, niente, niente di tutto questo. e non siamo nemmeno dalle parti della violenza gratuita, niente, zero: una ad un certo punto inizia ad ammazzare sino a quando la fermano, lei però è stralunata e cade dalle nuvole quando la vogliono arrestare. madonna sanda.

martedì 21 maggio 2013

world of the dead - the zombie diaries


pattume per la tv inglese che ricalca la moda (ab)usata anche da romero nei diari degli zombie. non c'è trama, non c'è thrilling, la camera a mano fa girare la testa, non si vede nulla, eccetera. capisco che la "trovata" della camera a mano e girare in infrarosso in notturna permetta di avere un film con 5 euro e due mezze birre, però un film con gli zombie, dico un film con gli ZOMBIE ha bisogno di tanto sangue, e qui non solo non è tanto, ma non c'è proprio. a suo modo questo cancro è un capolavoro: riuscire ad ANNOIARE in un film con gli zombie che dura 80 minuti è impresa titanica: ci vuole talento. non so in quale campo (chiaramente non questo), ma sicuramente ci vuole talento.

domenica 11 novembre 2012

zombie apocalypse

questi stronzi hanno rovinato uno dei più bei titoli dell'intera storia del cinema con un film inguardabile. siamo negli anni duemica ed i film a base di ZOMBIE ci sono da cinquant'anni: non sono più accettabili questi livelli di sprovvedutaggine. a tratti sembra un film degli anni '70, ma non è il complimento che chiaramente tutti potrebbero pensare; in questi caso si riferisce ad una povertà di idee, scarsezza attoriale e livello totalmente amatoriale così come lo sono alcune pellicole del settore di quegli anni (penso anche a molte definite "cult" 30 anni dopo, ma sonoramente snobbate dagli appassionati dell'epoca perché risibili). 


  zombie apocalypse

domenica 28 ottobre 2012

the raven

si può dividerlo facilmente in due parti: la prima è infelice, la seconda lo è un po' meno. nel primo tempo non riesci mai ad immedesimarti in nulla dell'atmosfera gotico-ottocentesca che vorrebbero (vorrebbero) dare perché i dialoghi in generale, ed alcune parole in particolare usate (ma forse è solo un problema della nostra traduzione, who knows), fan cadere le braccia: "emily, cosa vuoi che faccia?", "intanto vorrei che ti  rimettessi in piedi, a meno che restare in ginocchio non ti serva per un altro proposito", "la mia immaginazione vaga nel buio... dimmi, a cosa pensavi?", "ad una proposta...", "proposta di matrimonio???", "ma non è mica un pensiero orribile! la gente lo fa! qualche volta ci si sposa!", "davvero? e quando?", "quando si è innamorati!", "quindi quando si ama una persona bisogna farci un pensierino?". ora, a parte il fatto che la donna è sempre, continuamente, costantemente relegata al ruolo di APPENDICE MASCHILE, lì, ferma, nella perenne attesa del maschio dominante alfa, pronta a scattare verso l'Uomo tutta speranzosa del matrimonio (e già questo mi snerva, ma tanto c'ho fatto il callo), ma poi, limitatamente ai dialoghi: nel 1850 parlavano così? ma chi cazzo la scrive certa roba? quello è EDGAR ALLA POE ed emily la sua amata: si esprimevano in quel modo 200 anni fa? strano. perché i libri scritti 200 anni fa sono ricolmi di lemmi ormai caduti in disuso ed il linguaggio spesso è talmente arzigogolato da suscitare in me due reazioni: 1.farmi sorridere per la disabitudine a certe parole buffe e 2.andare a prendere il dizionario. questi, invece, sembrano usciti da una commedia rosa con jennifer aniston. manca solo adam sandler che prende un calcio nelle palle con un negro pronto a ridere sguaiatamente, tanto nella prima parte edgar è ridotto comunque a macchietta.
poi per fortuna si cambia registro. arriva una spruzzata di thrilling da minimo sindacale e parte l'Acchiapparella col serial killer che uccide gente a caso a baltimora prendendo in prestito le "idee" dalle morti cruente nei racconti di edgar alla poe. la qual cosa non tocca minimamente edgar, anzi a lui frega cazzi, fin quando non s'avvicinano alla sua amata e... poi all'ultimo t'addormenti. 



the raven

domenica 21 ottobre 2012

the walking dead 2° stagione


la prima stagione di the walking dead tutto sommato m'era piaciuta, pur se i difetti non si contavano. tornano dopo un anno ed i (pochi) pregi sono spariti, mentre i difetti ci sono tutti e se ne sono pure aggiunti degli altri; il principale motivo di diniego, comunque, e' questo: si ammazza troppo poco, c'e' troppo poco splatter, parlano per troppo tempo di stronzate anziche' impazzire tutti quanti ed ammazzare quanti piu' bersagli possibile. sto vedendo gli ZOMBI, la componente ludica dev'essere la principale, sto vedendo gli ZOMBI, il cervello lo faccio riposare, se invece provi ad alzare l'asticella, per altro annoiando, a me vien voglia solo di cambiare canale.
e per le pillole di futuro, veniamo al cast: nella terza stagione, che è appena iniziata, tornera' il bell'omino qui a fianco: finalmente un po' di gente calma e tranquilla al posto dei pazzi esagitati che si incazzano appena cade una bic in terra e solgono sparare a tutto quello che si muove, meglio se di colore negro. a tal proposito (parliamo di negri), il character di minchonne (da non confondersi con "minchione") sara' interpretato da danai gurira, ovvero una negra che gira armata di spade. dunque, forse, la speranza d'avere divertimento ce l'abbiamo. staremo a vedere...


la seconda stagione COMPLETA di walkingdead

venerdì 28 ottobre 2011

pusher 3 l'angelo della morte


la caratteristica piu' gradevole della trilogia pusher e' questa: il senso di continuita' dei personaggi nei vari seguiti. continuita' che finisce per far empatizzare con essi anche se sono spacciatori, ladri, assassini, o banalmente idioti fatti e finiti. nel primo, il protagonista e' frank, uno spacciatore che "fa male i conti" (mi piacciono, gli eufemismi) e si ritrova accerchiato dalla polizia e minacciato di morte dai malavitosi per debiti; nel secondo il protagonista e' tonny, che sta a frank come manolo "manny" ribera stava a tony montana in scarface, ed il secondo pusher e' incentrato su di lui e sui problemi col padre, con la "moglie" e le frustrazioni che ne derivano (ma il film fa ridere, non bisogna pensare ad introspezione da "prodotto autoriale medio"); questo e' incentrato su milo, lo slavo capo-zona che nel primo film cercava frank per ucciderlo, e questa volta sara' lui ad avere problemi.
se primo e secondo sono film cazzoni e pregni di umorismo (a volte anche involontario), in questo l'atmosfera e' tutta diversa e probabilmente dipende dal fatto che prima frank e poi tonny erano ragazzi, quindi coglioni, mentre milo e' un vecchio spacciatore che si avvicina alla "pensione", quindi perde colpi, per lo piu' vive di ricordi e/o rimpianti, etc.
molti definiscono 'sta roba una ciofeca, specificando che man mano in questa trilogia sono andati sempre peggio, io invece preferisco questo agli altri due proprio per la sua atmosfera diversa (cupa) e soprattutto per il finale mesto.

venerdì 14 ottobre 2011

eaters


mi vergogno di avere in comune la nazionalita' con i cialtroni coinvolti in questa roba. horror zombesco post-apocalittico con due brutti canidi attori intenti a spararsi le pose in continuazione, con neonazisti (...) esaltati e decisi a fondare un "nuovo mondo" sulle ceneri della nostra civilta', e tante altre stronzate. i problemi sono talmente tanti che passa proprio la voglia di parlarne, ne cito uno su tutti per tenervi lontano da quest'immondizia: i nazisti sono cattivi, stupidi, matti ed ignoranti, i due protagonisti (che ammazzano senza batter ciglio zombie o umani sani) invece sono buoni, e per fortuna rendono pan per focaccia ai nazzzisti. completano l'opera dei dialoghi da sbadigli che avrebbero annoiato persino su un fumettaccio random e pseudo-battute ad effetto che risultano comico-involontarie. credo basti.

eaters DVD-RIP

lunedì 10 ottobre 2011

quarantena 2: terminal


quarantena e' il remake di rec, ma quarantena 2 non e' il remake di rec 2: prosegue per conto suo il cammino del primo. avessero calcato pedissequamente le orme del secondo rec, forse non sarebbe uscita una stronzata inguardabile, ma dato che hanno intrapreso questo "nuovo" sentiero per i fatti loro posso dire che forse (forse) avrebbero fatto meglio a smettere di camminare. i film moderni sui morti viventi sono letteralmente inguardabili.



quarantena 2 terminal

venerdì 23 settembre 2011

starship troopers 2 - eroi della federazione


i b-movies sono sempre una bellezza, specie quando sono cafonissimi, ignoranti e non hanno mai un briciolo di velleita' artistiche da autore-wannabe, ma il paragone col primo pesa troppo. e' vero: starship troopers era una produzione della madonna: costosissimo, sfarzosissimo, pompatissimo, con effetti speciali pazzeschi, etc, pero' il passo indietro (ci sono andati sotto di un bel po' di soldini, dunque questo seguito, flop annunciato, e' uscito come produzioncina-ina-ina solo per l'home-video) e' davvero troppo grande. anche perche', il pregio piu' grande del primo era questo: b-movies totale radicale (con alla regia un maestro), ma con la produzione dei filmoni di hollywood. invece questo e' un b-movies fatto in casa: non puo' non uscirne con le ossa rotte. si salva solo per qualche dialoghino, per qualche scena di sangue che zampilla a fiotti (nella deriva splatter finale), ma per il resto rispetto al primo e' un tonfo nell'acqua. peccato.

poscritto registico:
basso costo per basso costo, avrei puntato l'attenzione sui dialoghi: infarciscilo di ironia, mettici qualche personaggio sprezzante verso le minoranze etniche, sessuali, etc, almeno -non guadagnare per non guadagnare- fai ridere un casino gli appassionati e crei il classico "piccolo capolavoro".

mercoledì 14 settembre 2011

bug - la paranoia e' contagiosa


lo sa solo satana quanto mi piaccia il cinema di william friedkin, quanto rispetto io nutra per lui, quanto adori ashley judd (praticamente qui reitera il miglior ruolo della sua carriera. si', naturalmente parlo di quel filmone in cui ha recitato insieme a dylan di beverly hills 90210) e quanto consideri perfetto michael shannon (the woodsman, world trace center, onora il padre e la madre, revolutionary road, remake de il cattivo tenente, my son my son bla bla bla e jonah hex) nei ruoli dello schizzato, pero' questa roba fa schifo. non e' che non riesce a trasmettere la paranoia, e' che molto semplicemente suscita il comico involontario dopo 5 minuti e tu sei li' a ridere, oppure a chiederti "???", financo rimanere "..." per ogni singola scena del menga o dialogo prossimo all'autismo. si', perche' penso che anche un autista avrebbe scritto dialoghi migliori. si fa fatica ad arrivare alla fine, ma non perche' il fatto che i protagonisti pian piano tendano a scarnificarsi (...) mi faccia ribrezzo, ve l'ho detto: e' che, davvero, questa e' una puttanata. ma lo e' talmente tanto che si fatica a credere che ci sia friedkin di mezzo. ora e' a venezia con killer joe e non oso pensare a che ROBA abbia potuto creare, perche' a me sembra che il suo cervello sia in pappa.
ah, ho la certezza di questo: tra i sociopatici, i nerd, gli sfigati in genere, i grassi, etc sicuramente questa merda avra' attecchito, ci sara' qualcuno di loro che gridera' al miracolo, o comunque ad una cosa tipo "dai devi vederlo e' un vero pugno nello stomaco, te lo assicuro", o "non si prende sul serio come quel coglione di aronofsky, lui e' un grande!", o "guarda, forse e' un po' cosi', ma se ti fai trasportare vai in paranoooooia!!! :woot: !!!". be', mandateli tutti a fanculo.


bug vado in paranoia se penso al film

domenica 15 maggio 2011

la casa del diavolo - the devil's rejects


e' il seguito della casa dei 1000 corpi. e' thelma e louise, o almeno come sarebbe dovuto essere quel film per essere un capolavoro. dai, oh, ma che vuoi dire a riguardo?! da guardare per sempre, stop.

martedì 3 maggio 2011

30 days of night: dark days


da non crederci. hanno preso 30 giorni di buio e l'hanno ridotto qualcosa-come la regina dei dannati (lilith vestita da darkona e' la dea dei vampiri e devi cercare di fermare lei per fermarli tutti), pero' vanno in giro vestiti come ai concerti dei laibach (cioe', come in blade) e per sopravvivere senza farsi notare trafugano sacche di sangue dagli ospedali. cioe', seriamente, hanno preso 30 giorni di buio e sono riusciti a compiere perfettamente la missione: "possiamo stuprare un buono e onesto horror in qualche modo? ce la possiamo fare?". a quel punto perche' non farli andare in giro con le magliette degli arctic monkeys fischiettando pezzi degli smiths? secondo me ci stava bene.
per farvi capire: e' come passare dal primo blair witch al secondo (che sembra diretto da un quindicenne che ha visto solo gli ultimi 3 film di wes craven).
verrebbe davvero voglia di non dire nient'altro, pero' fa talmente schifo che non si puo' non scriverlo: in teoria questo e' VAMPIRES solo che invece di farlo dirigere a carpenter l'hanno fatto dirigere al quindicenne di cui sopra.

30 days of night: dark days ENGLISH

venerdì 4 marzo 2011

127 ore


james franco e' uno scalatore, sciatore estremo, eccetera; qualcosa va storto quando si trova nel grand canyon e per 127 ore fa i conti con se' stesso, la natura, eccetera. fine.
capirete bene che con una trama (si fa per dire) del genere le possibilita' di un clamoroso tonfo noiosissimo erano molte: pensate a film come open water, alla deriva o into the wild, ad esempio. ovviamente, i primi 2 sono spazzatura finissima mentre into the wild da molti cialtroni/handicappati e' stato salutato come filmone (...), pero' il punto e' che film di un'ora e mezza/due con la sceneggiatura di 1 riga su un foglio di carta igienica di solito tendono ad annoiare mortalmente e riuscire a tenere alta la tensione e a non far dormire lo spettatore pagante e' arduo. sean penn in quella merdaccia si da' continuamente arie (comunque, tutti -detrattori o meno- sanno che mentalmente e' instabile, letteralmente un pazzo scatenato, mezzo fuso e mezzo suonato; dunque magari into the wild e' fatto in quel modo sol perche' in quei giorni ha abusato delle pillole sbagliate -non e' che come persona e' attendibile: e' come prestare attenzione e dar peso ai deliri di un coglione continuamente strafatto e stralunato) e il poveraccio attore protagonista si spara continuamente le pose (e infatti sei li' che gli rispondi: "ma parla per te e vai a fanculo, cretino."). questo invece non accade con 127 ore ed il merito e' della regia asciutta, "videoclippara" e senza pretese di boyle (oltre che per un tema diverso, chiaramente).
ah, a james franco hanno appena rubato una statuetta come protagonista (se poi pensiamo che l'han data a colin firth per una delle interpretazioni piu' dispensabili della sua carriera offerta in uno dei piu' dispensabili film della sua carriera... allora siam proprio a cavallo): sicuramente all'academy si rifaranno il prossimo anno, magari premiandolo per una prova del cazzo in un merdo-film sulla solita valle di lacrime, ça va sans dire.
il delirio/ricordo dell'orgia con questo classicone festaiolo in sottofondo mi ha messo i brividi ed il commento migliore l'ha scritto un tizio su youtube (clicca li'):
I need to listen to this when I'm naked having sex in a car orgy in the middle of a snow storm.
dopo questo film voglio un po' piu' bene a danny boyle, a james franco ed alla vita in generale. domani andro' al parco in bici con plastic bertrand in loop per tutta la corsa.
127 ore DVD-RIP

mercoledì 12 gennaio 2011

machine girl

(per fortuna) non e' mai uscito al cinema in italia e mai uscira'. naturalmente e' uno dei milioni di prodotti ad andare direttamente in home video, quando c'arrivano. comunque sia rientra nella categoria, specie rispetto al resto della roba trattata sul blos (quasi tutto quello che esce qui da noi, quando riesco).


arrivare alla fine di questi pastoni di merda e' un'impresa talmente titanica che riesce a dir tanto una volta l'anno. i vari bardiel del mondo (il nick e' casuale), pseudo-appassionati affetti da ignoranza crassa ma al tempo stesso pronti a sentenziare su qualsiasicosa anche con chi a differenza loro ha decenni d'esperienza dell'argomento trattato (e' proprio per la spropositata ignoranza in materia che non conoscono vergogna: meno sanno, piu' parlano), hanno vinto. il mondo straborda di simpatichini/nerd/cialtroni del genere, dunque sono accontentati con la loro buona fetta di mercato (nota: scrivendo al volo ho scritto 'merdato' e non 'mercato': freudiano, ah?). focalizziamo l'attenzione su questa specie animale da analizzare.
intenti a ciarlare della musica metal su internet, all'alba dell'anno bastardi 2004, dopo mesi/anni passati a cazziare metallari, se ne escono col candore della bella lavanderina: "come sono gli helloween? devo vederli al festival tra poco a roma!!". come dicevo: nei mesi/anni precedenti si ciarlava di post-metal (...), si discettava su quanto fosse bravo garm (lui si che intellyge) con gli head control system, a differenza della merda metal da ritardati come iron maiden e manowar. quella era musica per scemi: gli adulti, le persone pensanti, seguivano garm. non avevano passato decenni in silenzio per i cazzi loro lontano dai forum ad imparare gli anthrax, seps, slayer, morbid angel, etc, pero' cazziavano chi ascoltava il metal ed aveva un modo di pensare vecchio e non open-minded (...).
nota a margine: ho sempre pensato (e detto e scritto piu' volte) che garm nel metal abbia fatto piu' o meno i danni della peste nera in europa nel '300.
dicevo. passano gli anni e la cialtronaggine non abbandona i loro corpi: gli americani alle prese col cinema basso NON vanno bene, ma al contempo era lecito trangugiarsi l'oceano di merda dagli occhi a mandorla: doomsday fa schifo perche' scimmiotta e non fa ridere, mentre invece tuutto il mare di merda orientale (che scimmiotta, per altro con 30 anni di ritardo, un genere coniato proprio dagli americani) va bene. e bisogna bere i vari miike del mondo.
la soluzione al MALE? non credo ci sia. nonostante passino gli anni e cambino gli argomenti il problema rimane alla base: il loro cervello. dunque non mi stupirebbe sapere che per qualche ristretta schiera di nerd, vergini a 20 anni scampati ai campi di concentramento, questo machine girl sia roba "importante".
sul film? gli appassionati di cinema possono stare alla larga, questa e' roba che spopolava in italia piu' di 30 anni fa. poi anche paragonando gli effetti speciali, sceneggiatura (AHAHAHAH!) e altro: questa roba continua ad uscirne con le ossa rotte. e se proprio si deve guardare il plagio del plagio del plagio: allora a quel punto tanto vale buttare i soldi con le stronzate di tarantino, almeno ogni tanto appare qualche attore professionista. dunque ne consegue che l'unico machine girl che abbia un senso e' questo:

machine girl

lunedì 10 gennaio 2011

the horde


28 giorni dopo ambientato a parigi dentro un palazzo fatiscente di borgata. poi a ben vedere alla fine di 28 settimane dopo da londra attraversano il tunnel della manica arrivando, appunto, a parigi, dunque volendo il prossimo "28" giorni/settimane/mesi potrebbe essere gia' ambientato li'. il bello del film e' che nei primi 10 minuti di solito, in casi del genere, attendi di vedere quale espediente hanno "inventato" i registi/sceneggiatori per giustificare il contagio (spesso l'unica variante risiede proprio in questo), invece quando scoppia il caos scopri che del perche' non e' dato sapere e quindi: popcorn + coca cola = risate.
sara' pur vero che nel genere non e' un film da visione tassativa come doosmday o altri di quel livello, pero' ultimamente dalla francia in ambito horror stava arrivando solo ed esclusivamente immondizia come frontier(s) o (peggio) martyrs, per cui ben venga roba transalpina del genere che almenoalmeno non si prende sul serio e rinuncia sin dai primissimi minuti a qualsiasisiasi pretesa autoriale (anche in campo horror, naturalmente).
poi a livello personale nel genere preferisco di gran lunga i prodotti cerebrali/d'atmosfera al banale film-videogioco (infatti le parti che gradisco di piu' son quelle dove si ride e ci si insulta, non vedere gli zombie), ma se pensiamo alla mole di merda che c'arriva dalla francia spacciata pure per arte, be', madonna santa, allora sia benedetta questa roba!

martedì 26 ottobre 2010

halloween the beginning IN TRANSILVANIA!!!


rozzombi ha esordito col discreto la casa dei 1000 corpi, poi con devil's rejects (la casa del diavolo in italia) e' assurto alla particolare categoria dei cineasti della madonna. non che ci fossero chissa' quali idee o innovazioni nei suoi film, anzi il bello era che NON c'era niente di nuovo e la sua rilettura era piacevolissima proprio per questo, pero' da qui ad iniziare a fare solo remake (per altro dello stesso film) ce ne corre. il secondo e' orribile, ma ho gia' detto. evitateli entrambi e concentratevi solo e soltanto su devil's rejects (non ve ne pentirete).

halloween e' alle porte e scatta la trasferta con tutta la banda in transilvania. andremo a prendere pugni in faccia dai rumeni alla stazione, me lo sento!


la casa del diavolo - the devil's rejects

halloween the beginning